Francavilla in Sinni si è trasformata nella capitale del calcio giovanile grazie allo stage ufficiale della Fundación Real Madrid Clinics, un evento memorabile che ha portato sul terreno di gioco un’esperienza formativa unica, basata su allenamenti ad alta intensità e metodologie all’avanguardia.
Nelle gambe e nella testa dei tantissimi partecipanti è rimasta l’emozione di aver provato, anche solo per quarantotto ore, cosa significhi allenarsi come a Valdebebas, la leggendaria “Ciudad Real Madrid” dove crescono i campioni della prima squadra. Tecnologie innovative, ritmi serrati e una cura maniacale del dettaglio tattico e tecnico hanno garantito un livello qualitativo in campo raramente visto a queste latitudini.
L’entusiasmo è stato travolgente. Centinaia di giovani calciatori hanno invaso il manto erboso, desiderosi di mettersi in mostra e di imparare. A rendere la manifestazione ancora più competitiva e prestigiosa è stata la presenza di realtà calcistiche di assoluto livello. Oltre alla scuola calcio Carlo Pixous di Policastro, hanno risposto presente le rappresentative di Corleto Perticara e Moliterno, fino ad arrivare alla ciliegina sulla torta: la presenza della prestigiosissima formazione del Foggia Under 17, che ha innalzato ulteriormente il tasso tecnico dello stage.
A fare da splendida cornice a questo spettacolo sportivo sono stati i genitori, accorsi in massa sulle tribune. Una partecipazione calorosa, composta e appassionata, che ha trasformato le due giornate in una vera e propria festa dello sport e della famiglia.
Dietro la macchina organizzativa di questo successo c’è l’azienda di Massimo Borneo , vero e proprio punto di riferimento del progetto in Italia, pluripremiato in Spagna com miglior tecnico della Fundación per il Sud Italia. Borneo non ha attuato solo la metodologia del Real Madrid, ma ha voluto fare le cose in grande, schierando in campo uno staff di “ambasciatori” d’eccezione, nomi che hanno fatto la storia del calcio italiano e internazionale: Sergey Aleinikov (ex Juventus e Lecce, oltre che della Nazionale sovietica), Stefano Fiore ( ex Lazio, Udinese, Fiorentina e Parma, vicecampione d’Europa con la Nazionale italiana nel 2000), Christian Manfredini (ex Chievo Verona e Lazio), Giacomo Zunico (ex portiere di Cosenza, Parma, Brescia e Varese), Angelo Raffaele Nolè (ex Potenza Rimini, Ternana, Bassano, Modena, Reggiana ed ex allenatore del Francavilla), Massimiliano Corrado: (ex Brescia e Cosenza).
Il focus dell’evento non è stato esclusivamente tecnico. Per Massimo Borneo, in perfetto accordo con la filosofia dei Blancos, il calcio è prima di tutto uno strumento educativo. Sul campo si è lavorato duramente sul rispetto, sulla disciplina, sullo spirito di squadra e sulla gestione delle emozioni. Valori che formano l’uomo prima del calciatore.
Per Francavilla in Sinni, l’evento ha rappresentato un’opportunità straordinaria, sia dal punto di vista sportivo che economico. Strutture ricettive piene, ristorazione in fermento e una visibilità mediatica che accende i riflettori sulle bellezze e sull’ospitalità del territorio lucano, dimostrando come lo sport possa essere un volano concreto per l’economia locale.
Di seguito, le dichiarazioni salienti dei protagonisti che hanno reso possibile questa due giorni di grande calcio.
Massimo Borneo: “In primis ci tengo a dedicare un pensiero profondo a Giuseppe Strancia, il giovane di Cirò Marina tragicamente scomparso in un incidente stradale: lo sport ha il dovere assoluto di diffondere i valori umani. Ringrazio l’amministrazione di Francavilla, i genitori e i ragazzi arrivati da Basilicata, Calabria, Campania e Puglia, oltre agli ex calciatori che sposano questo progetto. Il nostro obiettivo è unire sport e sociale. Gli allenamenti sono avanzati e articolati, rispecchiano il club migliore al mondo: l’innovazione è il futuro del calcio. Ma prima ancora di far scendere in campo un atleta, la nostra missione è formare l’uomo a 360 gradi.”
Stefano Fiore: “È un onore essere qui. Avendo vissuto il calcio ad alti livelli, so quanto questi stage siano fondamentali per trasmettere valori sani, ben al di là dell’aspetto agonistico. Stare con i giovani mi ridà l’entusiasmo che questo sport mi ha regalato per tutta la vita. Iniziative simili devono mirare innanzitutto a far divertire i ragazzi, per la tecnica ci sarà tempo. Spesso fa rabbia vedere così tanti giovani stranieri arrivare in Italia e imporsi subito: i nostri ragazzi devono assolutamente ritrovare lo spazio che meritano, il calcio italiano ne ha bisogno.”
a cura di Emanuele Cantisani
Emanuele Cantisani