Sergio Vessicchio: “Lo schifo a favore dell’Inter deve finire, i nerazzurri sono un ammasso di ferri vecchi. Locatelli? E’ scarso”

Sergio Vessicchio, noto opinionista juventino, personaggio pubblico e content creator, è da sempre uno dei volti più critici tra il panorama dei supporter bianconeri. Intervenuto ai nostri microfoni, senza mezzi termini, ha esaltato alcune individualità come Yildiz, Bremer e Coinceao, ma allo stesso tempo ha sparato a zero sulla “Marotta League”, sulle prestazioni di Locatelli e tant’altro…

Sergio bentrovato. Juventus-Napoli decreta i partenopei fuori dalla lotta scudetto?
“Juve-Napoli non decreta il Napoli fuori dalla lotta scudetto. Nove punti, nell’era dei tre punti, possono essere recuperati. Certo, non c’è lo scontro diretto dove si possono recuperare direttamente i tre punti, ma con il Napoli fuori dall’Europa, senza le partite di mercoledì, Conte riuscirà a gestire al meglio la sua formazione, visto che recupera anche molti titolari. Dare per vinta una squadra di Conte con quasi tutto il girone di ritorno a disposizione mi sembra affrettato. Credo che il Napoli è una squadra che  può ancora dire la sua per lo scudetto, anche perché non credo nell’Inter; ritengo che sia un ammasso di ferri vecchi pilotato dalla “Marotta League” e quindi, prima o poi, lo schifo a favore dell’Inter deve finire”

Tante, forse troppe assenze in casa Napoli: a chi dobbiamo additare le principali responsabilità, secondo lei?
“Le assenze in casa Napoli, gli infortuni, non sono un fatto occasionale, seppur tutte le squadre hanno i loro infortuni. Tuttavia c’è una parte della stampa contro Antonio Conte che tende a demonizzare tutto ciò che fa l’allenatore più vincente del calcio italiano, e quindi credo che assolutamente non siano da addebitare all’allenatore, ma ad una contingenza legata al momento. Secondo me è soltanto una coincidenza, non c’è una specificità in proposito”

Spalletti ha letteralmente cambiato il volto della Vecchia Signora. Ad oggi, la Juventus a cosa può ambire in campionato e nelle coppe?
“Spalletti ha cambiato il volto della Juve, sia come entusiasmo tra la tifoseria, sia per quanto riguarda la crescita di molti giocatori. Però ha preso la Juve a -3 dall’Inter e ora sta a -10… Sicuramente, molte cose positive si riscontrano, ma sbaglia spesso la formazione: ha fondato la sua esperienza alla Juve su un quartetto, a mio avviso, che rappresenta la filiera nefasta”

“Quartetto composto da  Cambiaso che è un terzino fatto giocare a centrocampo, McKennie che è un ex calciatore, Locatelli che è scarso e raccomandato come Miretti. I giocatori di qualità come Zhegrova, come Conceição, come Kostić, come Adžić, come Kalulu o Kelly non sono presi nella dovuta considerazione dal tecnico. Detto questo, la Juve non calza nel modulo: con una punta falliscono tutte le punte; è fallito Vlahović, è fallito Kolo Muani, è fallito David, ed è fallito Openda, duqnue la Juve deve giocare a due punte. Nessuna squadra ricordo nel calcio italiano, se non il 4-3-3 di Sarri con la Juventus, che abbia vinto il campionato: a una punta non si vince. E’ necessaria la punta d’appoggio, ed Yildiz è un’autorevole punta d’appoggio, dunque fatto giocare a 50 metri dalla porta non serve; i gol li fa quando invece viene impiegato a pochi metri dalla porta…”

David, Locatelli e Thuram: tre calciatori rivitalizzati dalla nuova gestione. Quanto è importante averli ritrovati per Spalletti? Riuscirà, secondo te, anche con Koopmeiners ed Openda?
“La Juve vive alla giornata, non ci sono mire precise. La Juve ha un organico da scudetto, dietro soltanto al Milan e a pari merito con il Napoli; inoltre, ha il giocatore più forte del campionato, Yildiz, ha il difensore più forte del mondo, Bremer, ha l’esterno destro più forte d’Europa, Conceição…E’ una squadra sfruttata male dagli allenatori. Dove può ambire? Di questo passo, da nessuna parte. Se invece gioca la squadra titolare col 3-5-2, può vincere lo scudetto”

“David è stato rivitalizzato dalla sosta di Vlahović e dalla costanza con la quale viene impiegato. Thuram è un giocatore fortissimo, ma non è stato rivitalizzato affatto, anzi è stato annullato da Spalletti e dal narcisismo spallettiano. Locatelli non mi convincerete mai: è un giocatore scarso. Determinante per gli anti-juventini, ma scarso per la Juve; uno che mediocrizza il gioco, che abbassa la qualità della squadra, che rallenta il gioco e che spesso fa falli da rigore in area. Quindi credo che su Locatelli nessuno può farlo migliorare, nessuno. Koopmeiners, soltanto fatto giocare come interno sinistro a sinistro, dove non ha mai giocato nella Juve, può essere rivitalizzato. L’olandese, altrimenti non può essere collocato da nessuna parte perché il ruolo è totalmente sbagliato…”

Zhegrova, ad oggi merita, maggiore spazio?
“Sì, Zhegrova merita maggior spazio come Kostić e come tanti altri nella Juve. Purtroppo la qualità non piace agli allenatori che per me sono la rovina del calcio”

En-Nesyri potrebbe ancora vestire bianconero? Credi che, eventualmente, arriverà comunque un attaccante?
“Il discorso di En-Nesyri è legato all’incapacità dei dirigenti della Juventus che non sanno fare acquisti. Non sanno stare sul mercato, non sanno fare mercato, bisogna avere uomini giusti per farlo. La Juve ha dimostrato, non soltanto con il marocchino — fra l’altro riserva anche nel Marocco, ma che potrebbe dare una mano — anche in altre circostanze di non essere all’altezza. Il mercato ha bisogno di marpioni, non di gente che sorride come Chiellini, che è scarsissimo, o di un Comolli, che non parla quattro parole in italiano, o di un Modesto, che non conosce nessuno…”

Con l’eventuale arrivo di un centravanti, le possibilità di un rinnovo di Vlahovìc tramontano definitivamente?
“Vlahović ha già deciso di andare via, ma l’hanno deciso i suoi procuratori i quali hanno già un accordo con qualche altra società. Ritengo che puntino sulle commissioni che nel rinnovo alla Juventus non avrebbero, e quindi poi puntano a togliere Vlahović da un ambiente ormai difficile per lui, fischiato in ogni partita, un giocatore che è andato quasi sempre in doppia cifra. Non è più l’ambiente per Vlahović la Juventus, ma credo non sia l’ambiente per molti. Bisogna cambiare dirigenza, oppure la proprietà deve darsi una mossa…”

 

 

 

 

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a cura di Emanuele Cantisani

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