Nel pomeriggio sono arrivate le prime conferme dai noti esperti di calciomercato: Noa Lang e Lucca lasceranno Napoli, con voli in partenza direzione Nottingham e Istanbul. Le cessioni sorridono parzialmente alle casse azzurre, andando difatti a sbloccare il mercato in entrata e concedendo a Manna dieci giorni di “calciomercato”. Prestito con diritto di riscatto è la formula scelta per entrambi: 3 milioni totali a gennaio, mentre altri 70 (30+40) dovrebbero arrivare a giugno in caso di riscatto, andando paradossalmente a generare anche una mini-plusvalenza.
A lasciare perplessi è la gestione di due pedine potenzialmente importanti, arrivate nei mesi estivi con ben altre aspettative: a chi dobbiamo attribuire, dunque, le responsabilità del loro rendimento “mediocre”?
L’olandese si presentò in conferenza dicendo di essere uno di quei calciatori che attira i tifosi allo stadio, in grado di siglare molti gol e assist; dichiarazioni che oggi provocano un sorriso amaro tra i sostenitori azzurri. Carattere fumantino sin dai tempi del PSV, tanta tecnica quanto, forse, poca abnegazione tattica e performance estremamente altalenanti: premesse che non si sono sovrapposte alle pretese del sergente Conte. Tatticamente, quest’ultimo predilige una squadra asimmetrica; di conseguenza, con Neres a destra, Elmas si sposa meglio a sinistra. L’aspetto tattico è un limite che, se sommato alla scarsa brillantezza e alla scarsa prevedibilità di Noa, giustifica l’utilizzo minimo e frammentario da parte del condottiero leccese. La rete annullata a Torino, il gol casalingo contro l’Atalanta e l’assist a San Siro per McTominay rappresentano tutto ciò che il ragazzo lascia in eredità a Napoli.
Discorso leggermente diverso per Lucca, su cui i dubbi erano presenti fin dall’inizio ed erano facilmente ipotizzabili. Temperamento focoso (l’episodio del rigore in Lecce-Udinese è scolpito nelle nostre menti), atteggiamento rivedibile e qualche lacuna tecnica; tuttavia, l’esito negativo dell’esperienza non è da imputare interamente al giocatore. In estate il club partenopeo aveva in mano David prima e Núñez poi ma, su indicazione dell’allenatore, ha deciso di affondare il rischioso “colpo Lucca”. Perché?
Ad oggi trovo difficoltà a comprenderlo razionalmente. Il classe 2000 non può e non deve essere etichettato come un profilo “non all’altezza” — ricordiamo tutti l’interesse passato delle milanesi e delle romane — ciononostante dobbiamo domandarci se possieda le caratteristiche del centravanti ideale per soddisfare le richieste di Antonio Conte. La risposta è ovviamente no: non è abile nel gioco spalle alla porta (complice un baricentro di 2.02 metri), non è raffinato tecnicamente nel dialogo con i compagni e non fornisce assist o scaltrezza nell’area di rigore. Lucca è un calciatore da spazi in profondità, da servire con lanci lunghi, ma soprattutto un uomo d’area che deve poter sfruttare il suo fondamentale principale: il colpo di testa. Se a queste incompatibilità, facilmente deducibili in partenza, aggiungiamo un impiego scarso e discontinuo che non lo ha mai fatto sentire in fiducia (ennesima analogia con Lang), arriviamo serenamente a concludere cosa non abbia funzionato.
Le vicende di Lang e Lucca presentano dei tratti simili, addirittura sovrapponibili. Non sono, e forse non saranno mai, candidati al Pallone d’Oro, ma se impiegati diversamente sarebbero potuti essere profili adatti alla causa azzurra. È giusto mandarli in prestito dopo soli sei mesi? Le valutazioni iniziali della società siamo sicuri fossero corrette? Tatticamente si sposavano davvero con il progetto? L’allenatore li ha valorizzati al meglio, coinvolgendoli pienamente nel percorso? Tante sono le domande irrisposte; troppe. L’unico auspicio del tifoso partenopeo, giunti a questo bivio, è che entrambi possano imporsi in Premier League e nella Süper Lig turca, così da favorire il riscatto definitivo a fine stagione.
Difficilmente la sessione invernale regalerà un nuovo centravanti; con ogni probabilità, la strategia si orienterà verso il prestito — con diritto o obbligo di riscatto — di un esterno sinistro e di un centrocampista centrale, tasselli necessari per colmare le attuali carenze in organico. Se Lookman è destinato a rimanere un sogno proibito, profili come Maldini, Boga, Sancho e Chiesa appaiono decisamente più alla portata, con Giovane attualmente in pole position. Più complesso, invece, delineare il volto del rinforzo a centrocampo: non è da escludere una sorpresa last-minute, sulla scia dei colpi “inaspettati” che hanno caratterizzato le ultime finestre invernali, come furono Dendoncker e Billing.
a cura di Emanuele Cantisani
Emanuele Cantisani