La Champions degli orrori in tournée: da Eindhoven a Copenhagen, stessi dolori e zero rammarico

Escludo volontariamente la trasferta di Manchester dalla Champions League giocata dal Napoli. Quella, probabilmente, è l’unica carta bonus che si può concedere a Conte ed i ragazzi. Il cammino europeo degli azzurri finisce ieri sera, al triplice fischio nella gelida Copenhagen. Con 10 punti avresti avuto il 70% della qualificazione già in tasca, vista anche la vittoria dell’Olympiakos sul Leverkusen. Più della metà della gara giocata in superiorità numerica. Basta questo. Non hai la forza di mettere dentro un altro (decisivo) pallone? È giusto dire addio ad ogni speranza allora.

La Champions degli orrori in tournée: Buongiorno danneggia i compagni, ma la modalità risparmio energetico non è ammessa

L’errore di Alessandro Buongiorno è addirittura minimale rispetto al piano gara adottato del resto della squadra per tutto il secondo tempo. La gara era stata approcciata molto bene, rispondendo colpo su colpo alle numerose bastonate avversarie, che costano infatti un cartellino rosso. Sarebbe bastato tornare in campo con la stessa fame e il doppio vantaggio sarebbe stato una formalità. O forse no, magari avremmo assistito ad una seconda frazione da batticuore, con i legni a farci compagnia. Magari, avremmo almeno visto ancora una luce accesa.

Che la condizione fisica del Napoli fosse allarmante lo sapevamo, nonostante fossimo in attesa del “gol di Lobotka” in rappresentanza di una squadra capace di risorgere sempre. La stagione attuale di questo ci parla: un gruppo costruito per fare grandi cose e costretto a combattere contro le avversità per reinventarsi. Juventus e Chelsea non ci diranno cosa faremo da grandi, ma insegneranno alla tifoseria a non riporre speranze infondate. La Champions League è finita, perché da Eindhoven a Copenhagen non è mai cambiato nulla. Ora addormentiamoci con la favola dell’unico impegno settimanale.

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