Alessandro Buongiorno, quando il talento si scontra con gli infortuni: dalle giovanili al Napoli le assenze sono davvero troppe

Alessandro Buongiorno è stato acquistato dal Napoli nell’estate 2024, voluto fortemente da Antonio Conte. L’investimento di 40 milioni ha messo in evidenza l’importanza e la centralità nel progetto che ha il difensore azzurro, ritenuto tra i prospetti più interessanti del calcio italiano. A soli 26 anni può già vantare 251 presenze totali tra campionati giovanili e professionisti tenendo conto che prima del Napoli non ha mai disputato coppe europee. Il rendimento di Buongiorno non è mai stato in discussione e quando è in campo la sua presenza si fa sentire. In Italia è tra i difensori più arcigni in marcatura, abile nel gioco aereo e con una buona lettura delle situazioni difensive senza disdegnare qualche sortita offensiva. Ma a destare preoccupazione è la sua tenuta fisica come si può evincere dalla cronologia degli infortuni della sua carriera.

Alessandro Buongiorno, gli infortuni non danno tregua

Andando a ritroso nella carriera di Buongiorno si può notare che i continui problemi fisici sono una costante per lui. Gli infortuni muscolari e alle articolazioni hanno sempre rappresentato un tallone d’Achille per l’ex granata. Le uniche tre stagioni passate indenni sono dal 2018 al 2021 dove è stato fermato solo dal Coronavirus, ma nelle restanti ha sempre affrontato periodi di convalescenza e terapie. Andiamo con ordine: nella stagione 2017/18 un infortunio al gomito lo ha tenuto lontano dai campi per 38 giorni facendogli saltare 8 gare del campionato primavera.

Dal 2022 sono iniziati gli infortuni muscolari: lesione al polpaccio e stop di 2 settimane che lo ha costretto a terminare il campionato in anticipo. La stagione 2023/24, al Torino, è stata un calvario. A settembre i primi 32 giorni di stop per un problema agli adduttori con conseguente assenza per 7 partite. A gennaio a fare crack è la spalla: altri 40 giorni lontano dai campi e 8 gare saltate per un totale stagionale di 15 giornate out.

Nell’estate del passaggio al Napoli è partito con una distorsione alla caviglia che non gli ha permesso di scendere in campo nella seconda giornata di campionato. A dicembre 2024 il primo infortunio grave dell’avventura partenopea: frattura della vertebra lombare con conseguente stop di 44 giorni a cui si è aggiunta la riatletizzazione. Pochi mesi dopo è stato il turno di un nuovo problema agli adduttori che lo hanno tenuto fuori per altri 19 giorni, ma al rientro ha subìto una ricaduta. Altri 46 giorni di stop e stagione praticamente terminata già ai primi di aprile. Il bilancio stagionale recita 115 giorni di infortunio con 15 partite saltate per infortunio.

Alessandro Buongiorno, l’inizio di stagione non promette bene

Se il buongiorno si vede dal mattino allora anche questa stagione non è iniziata nel migliore dei modi. Infatti, il classe 1999 ha già saltato parte della preparazione per un intervento chirurgico volto a risolvere definitivamente il problema della pubalgia. Il centrale azzurro è rientrato in campionato alla terza giornata contro la Fiorentina e, dopo sole due partite, sarà costretto a fermarsi per circa un mese. Buongiorno, nel finale di gara col Pisa di lunedì, ha lasciato il campo per infortunio. Gli esami a cui si è sottoposto ieri hanno evidenziato una lesione di basso grado all’adduttore sinistro che gli faranno saltare il Milan, Lo Sporting in Champions e il Genoa sfruttando poi la sosta nazionali per il completo recupero.

Altra tegola, quindi, per Antonio Conte che sarà costretto a fronteggiare l’ennesima assenza del suo baluardo difensivo. Il maggiore indiziato per sostituirlo è Juan Jesus che finora non ha fatto quasi mai rimpiangere il compagno di reparto. A questo punto, considerati i trascorsi, lo staff tecnico e medico del Napoli è chiamato a un’accurata valutazione dell’impiego di Buongiorno così da preservarne l’incolumità fisica ed evitare di perderlo per periodi piuttosto lunghi.

A cura di Sabato Peluso

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