Napoli, 28 gennaio 1986; ruolo: difensore; squadre: tante, ma Cagliari su tutte
Questo è un estratto della “carta di identità tecnica” di Fabio Pisacane che, in occasione della seconda giornata di campionato, sfiderà il Napoli al Maradona. Non è la prima volta che l’ex difensore affronta gli azzurri naturalmente, ma stavolta non indosserà la divisa del Casteddu, bensì siederà sulla panchina in veste di allenatore. Il suo battesimo in prima squadra è iniziato strappando un punto in extremis alla Fiorentina, ma ora ha di fronte la sua città.
Fabio Pisacane nasce a Napoli, ma dell’azzurro neanche l’ombra
Nonostante tutto, Fabio Pisacane non ha mai vestito la maglia del Napoli. Sembra quasi un’eccezione alla regola la sua, ma la vittoria campionato italiano Giovanissimi nazionali 1999/2000, apre le porte della sua carriera. Si perchè quel trionfo con la Damiano Promotion sta per stupire l’ignaro quattordicenne. Arriva infatti il Genoa a dargli la prima grande occasione, con il debutto in Serie B che arriva nel 2005, a dispetto di una difficilissima parentesi ospedaliera che lo ha visto combattere e vincere contro la sindrome di Guillain-Barré.
Inizia dunque il percorso che lo porta a Cagliari, quella che poi è diventata a tutti gli effetti la sua seconda casa. Sei anni in Sardegna e 145 presenze in rossoblù, un idolo della tifoseria isolana. La carriera da allenatore ovviamente non cambia spartito. Dopo la vittoria della Coppa Italia Primavera, il presidente Tommaso Giulini gli affida la guida tecnica della prima squadra. La scelta ha ovviamente destato perplessità nel panorama calcistico nazionale, ma Pisacane sa già cosa fare: uno contro uno con la critica e tackle duro a respingere l’attacco. Napoli-Cagliari sarà anche la sua partita.