Ai microfoni de “Il Sogno nel Cuore” è intervenuto per un’intervista esclusiva Roberto Occhiuzzi, ex allenatore del Cosenza ed autore di una straordinaria salvezza nel 2020 con i rossoblu in Serie B.
Roberto Occhiuzzi: “Falcone calciatore straordinario, Machach e Mbagoku situazioni difficili. La salvezza con il Cosenza in Serie B…”
Calciatore, Allenatore dell’U17, Collaboratore tecnico, vice-Allenatore ed Allenatore. Raccontaci del percorso e del legame tra te ed il Cosenza…
“Il legame con il Cosenza nasce fin da giovanissimo, difatti fu il mio primo club da calciatore. Poi, qualche anno dopo, la mia carriera da allenatore è decollata proprio grazie al club rossoblu. Dunque, il rapporto con il Cosenza e Cosenza è indissolubile, tutto il mio percorso calcistico è legato a questa città. Tante vittorie ho condiviso con questa piazza negli anni: questo ha unito noi vicendevolmente”
Nel 2020 dopo esser subentrato a stagione in corso, hai ottenuto un’importante salvezza grazie a cinque vittorie consecutive nelle ultime cinque giornate di campionato. Com’è riuscito a motivare i ragazzi in questo obiettivo?
“Durante il periodo del lockdown siamo stati la prima squadra ad allenarci tramite video, iniziando dunque ad istaurare un rapporto tra noi seppur a distanza. Questo ha compattato molto l’ambiente ed è stato fondamentale per il nostro finale di stagione. Inoltre, sin da quando ero il vice, credevo fortemente in quella squadra, ero consapevole delle importanti qualità presenti nella rosa. Non meritavamo il penultimo posto e, fortunatamente, sono riuscito a trasmetterlo anche ai miei ragazzi…”
Tra i tanti ragazzi di quella stagione ti chiedo di Zinedine Machach, in prestito dal Napoli e con un talento importante. Cosa è mancato lui per emergere nel corso della sua carriera?
“Machach era un calciatore forte, fortissimo. Purtroppo il suo talento era limitato dal carattere e della gestione sbagliata di alcuni momenti, non riusciva ad accettare le sconfitte o alcune esclusioni. Si è sempre comportato bene, avevamo un bel rapporto, tuttavia la sua gestione all’interno dello spogliatoio era particolarmente complessa…”
2021, 17esimo posto e retrocessione sul campo, poi fortunatamente ripescati a seguito del fallimento del Chievo Verona. Cosa non ha funzionato?
“Nel 2021 mi era stato chiesto di arrivare quartultimi, non avevamo investito molto sul mercato. Per un buon periodo stazionammo fuori dalla zona play-off, purtroppo poi le ultime 6 gare, a causa di tanti infortuni ed una rosa decisamente ristretta, crollammo nuovamente e non conquistammo i punti necessari per la salvezza”
6 presenze ed un solo assist. Si aspettava un maggior contributo da Jeremy Mbakogu?
“Mbakogu non avremmo dovuto acquistarlo, tuttavia pensavamo che avesse smaltito i precedenti infortuni. Arrivò a Cosenza con diverse problematiche, non riuscì a trovare continuità…”
In quell’anno con 38 partite disputate, Wladimiro Falcone è stato il più presente. Ad oggi, al Lecce, crede che è pronto ad ulteriore salto di qualità?
“Wladimiro mi piaceva tantissimo, nonostante era reduce da una stagione modesta con la Lucchese in Serie C. E’ pronto al definitivo salto di qualità ad oggi, è un ragazzo bravissimo che lo merita”
Gennaro Borrelli, allora giovanissimo, è stato appena acquistato dal Cagliari. E’ un attaccante che riuscirà a fare la differenza in Serie A?
“Gennaro arrivò giovanissimo, non era ancora pronto per la Serie B. Lavorava molto, si impegnava tantissimo in allenamento. Spero che possa far bene con il tempo anche in Serie A, è un attaccante che sta crescendo gradualmente…”
Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 torni nuovamente sulla panchina del Cosenza in Serie B, per poi esser esonerato dopo sole 7 partite. Sebbene una situazione complessa, cosa ti ha spinto ad accettare l’incarico?
“Mi era stato promesso un mercato importante nella prima settimana di gennaio, ciò ovviamente non avvenne, anzi… Per amore verso il Cosenza e Cosenza non avrei mai rifiutato, ma avrei preferito che le promesse fossero state mantenute”
Ultimo posto e retrocessione in Serie C nell’ultimo campionato per il Cosenza.
“Sicuramente vi sono varie colpe legate alla retrocessione in Serie C, tutti devono assumersi le proprie responsabilità. Indubbiamente è stato un campionato difficile, terminato con il peggiore degli scenari possibili…”
Cosenza, ma non solo. Esperienze successive sulle panchine dell’Olbia e della V.Francavilla… Raccontaci brevemente di queste ultime due stagioni.
“Ad Olbia avevo una rosa davvero giovane. Abbiamo faticato il girone di andata, siamo cresciuti notevolmente nel girone di ritorno. Brignani, Bellodi e Ragazzo maturarono tantissimo, con quest’ultimo che concluse la stagione da capocannoniere del campionato. Francavilla è stata una parentesi breve, discretamente positiva anche dal punto di vista dei risultati, purtroppo non mi è stato concesso il giusto tempo…”
a cura di Emanuele Cantisani
Emanuele Cantisani