Ai microfoni de “Il Sogno nel Cuore” è intervenuto per un’intervista esclusiva Pasquale Pastore, preparatore dei portieri ed allenatore dell’Albanova.
Pasquale Pastore, allenatore: “Nazionale ed Albanova due esperienze straordinarie. E’ vero: non conosco il nostro calendario…”
Pasquale buonasera, ripercorriamo brevemente la tua carriera. Come nasce la tua passione per il ruolo del portiere?
“Inizio citando una frase di Gianluigi Buffon “fare il portiere non è una scelta, è una vocazione, è il ruolo che sceglie te”. Avevo appena 7 anni, fin da subito e senza pensarci due volte, scelsi questo ruolo. La passione è nata giocando prima, ed è cresciuta successivamente quando sono diventato allenatore dei portieri”
Melfi, Catanzaro ed Afragolese. Raccontaci queste tre esperienze da preparatore dei portieri.
“L’esperienza di Melfi è stata molto formativa per me, iniziai la stagione dal ritiro per la prima volta. Lì ricoprivo anche il ruolo di Responsabile dell’Area dei Portieri del Settore Giovanile, dunque fu una vera e propria full immersion nei ruoli che ricoprivo. A Catanzaro si respira calcio ovunque, ho un ricordo straordinario della piazza e del club. Ho in mente il riscaldamento sotto la curva prima del derby, poi vinto, contro il Cosenza: indescrivibile. Afragola è stata un’esperienza particolare, vi furono tantissimi cambi di allenatore durante la stagione. Mi aiutò l’esperienza degli anni precedenti, ma fu davvero complesso, mi dovetti adattare a tanti stili di gioco differenti in brevi periodi”
Ad oggi, allenatore dell’Albanova in Eccellenza campana…
“Albanova è la prima esperienza da allenatore, sebbene avessi iniziato il campionato da preparatore dei portieri. Difatti dopo le dimissioni dell’allenatore e dopo aver sondato vari profili, la dirigenza ha chiesto me la disponibilità per guidare la squadra sino al termine della stagione. Ho risposto subito presente, senza riflettere troppo sulle possibili conseguenze negative, godendomi al massimo tutte le vittorie e tutti i successi arrivati.
Inoltre, quali sono gli obiettivi in vista della prossima stagione?
“Ad oggi è presto parlare di obiettivi, sicuramente vogliamo vincere tutte le partite e arrivare più in alto possibile. Valuteremo il percorso al termine della stagione”
Raccontaci qualche retroscena ed aneddoto della stagione appena terminata.
“Ricordo quando vincevamo 2-1 in trasferta e l’arbitro, dopo una situazione piuttosto controversa, assegnò un rigore ad i nostri avversari nel finale. Dissi a me stesso che se fossimo stati in grado di superare questa difficoltà avremmo ottenuto la salvezza. Il nostro portiere parò il rigore, bloccando la palla sulla linea di porta in due tempi. Lascio immaginare voi la gioia che ho provato in quel momento…”
Per te, tra le tante, alcune collaborazioni anche con le giovanili della Nazionale italiana. Che emozione è stata? Che ricordo ha di queste?
“Iniziai a collaborare con la Nazionale femminile. Il percorso è stato profondamente formativo, sotto tutti i punti di visti. Due anni fa ho vissuto il Mondiale in Nuova Zelanda: un sogno. Umanamente è stata una scuola di vita, ho vissuto tantissime culture sportive diverse e varie tra loro. Sono grato per l’opportunità, mi ha cambiato senza alcun’ombra di dubbio la vita, privata e professionale”
Quale è il futuro della Nazionale italiana ad oggi, è convinto della scelta Gattuso come nuovo ct?
“Mi sento di dire che la scelta di Gattuso vada oltre gli aspetti puramente tattici e tecnici, potrebbe esserci un progetto futuristico per creare continuità. Tifo Italia e da tifoso sostengo qualsiasi scelta…”
Siamo a conoscenza di un aneddoto: non controlli mai il calendario a lungo termine, bensí partita dopo partita. Puoi confermarcelo?
“Posso confermarlo (ride NDR). Non mi piace guardare il calendario, non piace conoscere gli avversari a lungo termine. E’ un modo per dare la massima importanza al prossimo avversario, senza disperdere energie e pensieri…”
a cura di Emanuele Cantisani
Emanuele Cantisani