Il calciomercato estivo 2025 ha portato con sé una delle operazioni più interessanti per la Roma che decide di puntare per l’attacco ad un nome esotico per la nostra lega. L’arrivo di Gasperini ha senza ombra di dubbio dato ai giallorossi e al tifo capitolino tanta gioia con la possibilità di puntare ad un progetto che potrebbe portare di nuovo lo Scudetto nelle zone dell’Olimpico, un titolo che manca da 24 anni. In attacco la Roma ha deciso di affiancare ad un deludente Artem Dovbyk un nuovo attaccante, ovvero, Evan Ferguson. Il centravanti irlandese classe 2004 arriva dal Brighton per una cifra complessiva di circa 40 milioni di euro nel caso in cui i capitolini decidessero di esercitare il prestito con diritto di riscatto. La Roma crede tanto nell’irlandese considerato uno dei migliori talenti d’Europa nel ruolo. Un investimento pesante, che racconta la voglia della Roma di tornare protagonista non solo in Italia, ma anche in Europa.
Gasperini ha finalmente il suo attaccante, chi è Evan Ferguson: la sua biografia!
Evan Ferguson nasce a Dublino, il 19 ottobre 2004, in una famiglia che il calcio lo aveva già nel sangue. Suo padre Barry Ferguson, ex centrocampista di buon livello passato anche per il Coventry City, è il primo a mettergli un pallone tra i piedi. Ma il piccolo Evan, più che calciare, nei primi anni dribbla le porte da rugby tipiche delle scuole irlandesi, preferendo i muretti del quartiere per affinare il tocco di palla. Fisicamente precoce – a 12 anni aveva già la struttura di un ragazzino di 15 – Evan ha vissuto un percorso iniziale tutt’altro che lineare. In molti club irlandesi, raccontano gli allenatori, veniva considerato “troppo grosso, troppo lento” per eccellere tra i coetanei. Scartato, più di una volta, perché sembrava macchinoso nei primi metri. Lui però non si è arreso: ha trasformato quel presunto difetto nel suo marchio di fabbrica, lavorando sulla tecnica spalle alla porta e sull’uso del corpo nei duelli. Lo chiamavano già “mini Kane”, più per la somiglianza fisica che per il gioco, ma Ferguson da allora ha fatto di tutto per meritarsi davvero quel paragone. A 14 anni il salto: il Bohemians, storico club di Dublino, lo aggrega alla prima squadra in occasione di alcune amichevoli estive. E lì succede qualcosa di raro. Evan, appena adolescente, gioca uno spezzone di gara contro il Chelsea Under 23 e impressiona tutti. “Sembrava un adulto in mezzo ai ragazzi”, disse un osservatore del Brighton. Il club inglese non ci pensa due volte: nel 2021, a soli 16 anni, lo porta in Inghilterra.
Brighton, la vetrina che cambia tutto
Al Brighton Ferguson brucia le tappe. Entra nelle giovanili ma, complice il fisico già da senior, viene aggregato quasi subito alla prima squadra. Il vero exploit arriva nella stagione 2022-23, quando con l’arrivo di De Zerbi diventa uno degli attaccanti di riferimento. Un dato? A 18 anni era già stabilmente titolare in Premier League.
Il tecnico italiano lo ha aiutato a migliorare nella gestione della palla e nel pressing alto, elementi fondamentali nel calcio moderno. Nonostante la giovane età, Ferguson ha mostrato personalità da veterano, segnando gol pesanti contro squadre come Arsenal e Newcastle. La Premier, però, è un ambiente crudele: lo scorso anno ha sofferto diversi problemi muscolari, che gli hanno tolto continuità, fermandolo dopo un avvio promettente.
Nazionali, gol pesanti e un aneddoto
Nel frattempo, con la maglia dell’Irlanda, Ferguson è diventato in breve tempo il centravanti titolare. Ha segnato già 3 gol in 15 presenze, tra cui uno storico sigillo contro la Lettonia, che lo ha consacrato agli occhi dei tifosi. I tabloid irlandesi raccontano spesso un aneddoto legato proprio a quella gara: Ferguson, dopo il gol, rifiutò di festeggiare in modo plateale, preferendo un’esultanza quasi timida. “Segnare è il mio lavoro”, dichiarò nel post-partita, lasciando intendere una maturità fuori dal comune per un ragazzo della sua età.
Il confronto con gli altri anni, statistiche e le sue caratteristiche:
Non lasciatevi ingannare dal fisico da corazziere (1,83 m per 88 kg): Evan Ferguson non è il classico attaccante d’area vecchio stampo. Ha una struttura compatta, potente, ma la sua principale caratteristica tecnica è una sorprendente pulizia di gioco. Sa giocare spalle alla porta, gestisce la palla con entrambi i piedi e ha movimenti intelligenti, sia in profondità sia in appoggio. Al Brighton era solito abbassarsi verso la trequarti per favorire l’inserimento dei compagni, quasi da “falso nueve fisico”, una definizione inconsueta ma adatta. Sul piano tecnico, Ferguson è un attaccante che preferisce la finalizzazione da dentro l’area: il 92% dei suoi tiri nella scorsa stagione in Premier League sono arrivati dall’interno dei 16 metri. Non è un bomber da soluzioni spettacolari: cerca l’essenzialità e il colpo efficace. Molto interessante anche il dato sulle conclusioni in porta: circa 1 tiro nello specchio a partita, il 42% delle sue conclusioni complessive, un indice di precisione superiore alla media dei pari ruolo in Premier League. Dal punto di vista della partecipazione alla manovra, ha una discreta capacità nel gioco aereo (nonostante non sia un gigante), ma tende a cercare il dialogo basso con i centrocampisti, sfruttando la protezione di palla più che la sponda classica. Lo scorso anno, con il Brighton, ha toccato una media di 16 palloni giocati a partita, numero relativamente basso per un centravanti moderno, dato che riflette il suo utilizzo come terminale finale più che regista offensivo.
I numeri di Evan Ferguson:
Non ha numeri eclatanti, ma spesso frenato dagli infortuni si è fermato sul più bello, nel picco della sua forza. Nel Brighton ha militato dal 2021-24 nel quale ha avuto la possibilità di raccogliere 62 presenze con 17 goal e 3 assist. Lo scorso anno nel West Ham solamente 8 presenze con 0 goal effettuati. In Nazionale irlandese invece un totale di 32 presenze con 6 reti all’attivo. Negli Hammers ha mantenuto una media di 1,6 tiri a partita in Premier League, in calo rispetto al periodo di Brighton, ma con una maggiore percentuale di conclusioni da dentro l’area (oltre il 94% dei suoi tiri complessivi). Il dato sulla precisione si è stabilizzato sul 39% di tiri in porta, leggermente inferiore rispetto alla sua media storica. Per diventare un bomber di razza deve, ovviamente, migliorare senza dubbio questo dato.
Come potrebbe giocare nella Roma di Gasperini:
Nel 3-4-2-1 di Gasperini, Ferguson potrebbe vivere una sorta di evoluzione tattica. Attaccante centrale del tridente, Ferguson sarà il riferimento fisico davanti, ma Gasperini gli chiederà di partecipare molto di più alla fase di pressing e di dialogare con i due trequartisti. Rispetto al ruolo più statico del West Ham, dovrà muoversi maggiormente. Potrebbe sfruttare i cross dal fondo di Angelino o Wesley, ma anche il gioco dentro di Soulé e Dybala. La sua capacità di difendere palla spalle alla porta lo rende ideale per aprire spazi alle mezze punte. I suoi punti di forza nel gioco d’area – rapidità di esecuzione, senso del gol e capacità di calciare di prima – saranno il fulcro del suo rendimento. Dovrà migliorare nella gestione dei palloni sporchi, dove a Londra ha sofferto. Gasperini potrebbe lavorare per farlo diventare un centravanti più verticale, ma senza snaturarne la propensione a essere un “finalizzatore d’area di rigore“. Inoltre, c’è da dire che Gasperini comunque ha già lavorato con giocatori attaccanti di questa stazza. Tuttavia, rispetto a un classico “Gasperiniano” come Scamacca o Zapata, è meno esplosivo nei primi metri. Bisognerà vedere se Gasperini lo plasmerà come punto di riferimento o preferirà alternarlo a un attaccante più verticale (come Artem Dovbyk, non escludendo addirittura la titolarità di entrambi).
Titolare? Ad oggi, Ferguson parte davanti nelle gerarchie: è stato voluto fortemente da Gasperini e questo lo certifica come un investimento tecnico e strategico. Tuttavia, conoscendo il tecnico piemontese, non è escluso che venga inserito gradualmente: il tecnico non regala nulla e richiede una condizione fisica perfetta per i suoi attaccanti. La proiezione? Partirà come titolare designato, ma con il rischio di rotazioni frequenti, soprattutto a inizio stagione.
L’appetibilità fantacalcistica di Evan Ferguson:
Legato sempre a Fantatips analizziamo se dal punto di vista fantacalcistico se Evan Ferguson può essere un buon acquisto per il fantacalcio. Per gli amanti del fantacalcio diciamo innanzitutto che al giusto prezzo il giocatore irlandese potrebbe darvi forti gioie, ma non aspettatevi un bomber da 20 goal anche con Gasperini. Ferguson è un profilo da osservare con attenzione, soprattutto nelle leghe dove la ricerca del classico “terzo slot” o del giovane di prospettiva può fare la differenza. Purtroppo la discontinuità è un tratto che lo caratterizza e a lungo andare potrebbe essere panchinato, conoscendo bene il nuovo allenatore della Roma. Il suo stile di gioco potrebbe portare ad un quantitativo di goal abbastanza elevato ma bisogna comunque fare attenzione al dualismo con Dovbyk. Diciamo che prendere i due in coppia non è consigliato e, soprattutto, sarà probabilmente una coppia costosa. Per questo lo consigliamo come terzo slot potenzialmente alto, da spendere circa 40 crediti su 1000 e 20/25 su 500.