Il calciomercato è iniziato col botto e il Milan è tra le squadre più attive sia in entrata che in uscita. L’addio di Theo Hernandez sarà comunque un qualcosa di duro da digerire per il team di Allegri che si prepara ad accogliere un nuovo arrivo in mediana, colui che dovrà sopperire l’addio di Reijnders che si è trasferito al Manchester City di Guardiola per delle cifre record. I rossoneri hanno chiuso in maniera rapida dal Torino l’arrivo di Samuele Ricci. Per prelevare il cartellino del classe 2001, il club rossonero ha versato 25 milioni di euro complessivi nelle casse del Torino, di cui 23 di parte fissa ai quali se ne aggiungono ulteriori due di bonus. Ricci ha firmato il contratto che lo legherà al Milan per le prossime cinque stagioni: il suo legame con il Diavolo, dunque, sarà valido fino al 30 giugno del 2030. Indosserà la numero 4 come Ruud Gullit nella stagione 1994/95.
Samuele Ricci, il cervello del nuovo Milan: dalla Valdera a San Siro, il viaggio di un predestinato
Samuele Ricci nasce a Pontedera in Toscana il 21 agosto 2001, ha quasi 24 anni. Ricci nasce il 21 agosto 2001 e muove i primi passi calcistici nella squadra locale del Forcoli Valdera. La sua storia inizia da lì, con il trasferimento giovanissimo all’Empoli, una delle scuole calcio più prolifiche d’Italia. Entra nel settore giovanile a soli 10 anni e da subito si fa notare per la tecnica e la visione di gioco. Nonostante il talento, non tutto è stato facile. Da piccolo veniva sottovalutato per il fisico esile e l’apparente timidezza. Ma Ricci ha sempre risposto sul campo, con una maturità precoce che lasciava tutti spiazzati.
L’episodio chiave:
Un episodio chiave arriva nel 2015, durante un torneo Nike a Pescara. Ricci, allora solo un ragazzino, viene lasciato fuori nella sfida contro il Milan, non per mancanza di qualità ma per una scelta disciplinare del tecnico Antonio Buscè. Il Milan vince 3-1, ma per Samuele quella panchina fu una “sterzata”, come la definisce lo stesso allenatore: un momento in cui comprese che per emergere serviva più di un bel tocco di palla. Da allora non ha più abbassato la testa.
Il debutto in Serie B e poi la Serie A:
Il debutto in prima squadra con l’Empoli arriva a 18 anni, nella stagione 2019-20 in Serie B. Non ci mette molto a prendersi la scena: 30 presenze e un premio come miglior giovane del campionato. Nella stagione successiva contribuisce alla promozione in Serie A e conquista tutti con la sua pulizia tecnica e intelligenza tattica. Il 21 agosto 2021, giorno del suo ventesimo compleanno, debutta in Serie A e segna contro il Bologna. Un battesimo perfetto. A gennaio 2022 arriva il passaggio al Torino. In granata si afferma come uno dei migliori centrocampisti italiani della sua generazione: oltre 100 presenze, prestazioni solide e leadership crescente che lo porta, nella stagione 2024-25, a indossare anche la fascia da capitano. Intanto, si fa largo anche in Nazionale: dopo tutta la trafila nelle giovanili, Ricci debutta con la maglia azzurra della maggiore nel giugno 2022 contro la Germania, entrando nel gruppo dei nuovi volti su cui l’Italia vuole costruire il futuro. Nel luglio 2025 arriva il grande salto: il Milan lo acquista ufficialmente Allegri lo ha voluto fortemente per dirigere il gioco del nuovo centrocampo rossonero. Ricci porta ordine, geometria, ma anche capacità di rottura e inserimento. È un calciatore completo, che alcuni paragonano a Pirlo o Tonali, ma che a sorpresa confessa di essersi innamorato del calcio guardando Ronaldinho: “Mi ha insegnato che anche l’eleganza può essere spettacolo.”
Il confronto con gli altri anni, statistiche e le sue caratteristiche:
Nella scorsa stagione Ricci è stato impegnato nel Torino ben 34 partite su 38 totali, dando comunque qualità anche da stakanovista nella mediana granata. Per lui 1 goal e 1 assist con 9 gialli e 1 cartellino rosso, per la media di o.32 cartellini per 90′. Il Milan ha acquistato un centrocampista generoso nel fisico e nel gioco: non solo regista, ma incontrista capace di interdire. Le 28 falli commessi (1,15 ogni 90′) e il percentile 77% per cartellini ricevuti lo definiscono come un atleta che dialoga con le dinamiche fisiche, non rinunciando alla disciplina tattica. Rispetto ai 30 match del 2023/24, con 1 gol e 6 gialli , la crescita è quantitativa: tante più presenze, un giallo in più ma una leadership consolidata. In più è salito il peso della sua assenza: dal febbraio 2025, Torino senza Ricci non ha mai fatto punti, subendo più gol (2 vs 0,75 a gara) e offrendo meno equilibrio difensivo. I 9 gialli e il rosso attestano un temperamento battagliero ma non sempre cinico. Con il Milan – noto per l’attenzione alla continuità – dovrà lavorare sulla gestione dell’aggressività. Le percentuali (77° tema cartellini) lo collocano tra i centrocampisti più “attivi”, ma bisognerà raffinarsi.
Ruolo e adattamento nel Milan di Allegri:
Con Allegri, Ricci troverà un contesto tattico simile ma potenziato. Può essere impegnato da regista davanti alla difesa: già ampiamente collaudato, in grado di attivare la fase offensiva con verticalizzazioni. Potrà esser utilizzato da mezz’ala o incontrista le sue medie in contrasti (duelli e intercetti sopra la media – interpolazioni 71%) strizzano l’occhio a un uso come “falso mediano”, che è sempre stato il cuore del 4‑2‑3‑1 di Allegri. Ricordiamo quanto un giocatore molto simile all’ex Torino come Rabiot che Allegri ha allenato nella Juventus possa essere utile per le incursioni offensive sebbene non sia prolifico (solo 1 rete), nel 2024/25 ha avuto più spazio per avanzamenti e coordinarsi con la trequarti. Nel contesto rossonero, Ricci sarà una ruota fondamentale nel 4‑3‑3 o 4‑2‑3‑1. Avrà libertà di abbassarsi per dettare i ritmi, ma potrà anche spingersi in verticale. Potrebbe vedere un uso ibrido, affiancato a una mezzala “di rottura” per limitare cartellini e migliorare la fase offensiva. Con Kessie andato via già da un po’, la regia rossonera ha perso personalità e la cerca tramite il fisico: Ricci ha già dimostrato di poter dirigere, come dimostra l’opzione capitano al Torino. Vista la fiducia economica e contrattuale (contratto fino al 2029) e la coerenza con il progetto, sì sarà un mediano affidabile. Potrebbe dover scaldare i motori, ma il fatto che abbia già quasi 3.000 minuti nelle gambe e una leadership matura lo rendono papabile per la maglia da titolare fin da subito. Senza dubbio Allegri è un maestro tattico e potrebbe trovare in Ricci un utilizzo funzionale, paragonabile ad Andrea Pirlo ma anche proprio in epoca più recente a Sandro Tonali.
I numeri di Samuele Ricci in carriera:
Cresciuto nel vivaio dell’Empoli, Ricci ha esordito tra i professionisti nel 2019. Da allora ha giocato oltre 200 partite tra Serie B e Serie A. Con l’Empoli, dove ha mosso i primi passi, ha collezionato 90 presenze e 3 gol. Poi il salto al Torino nel gennaio 2022, dove è diventato presto un punto fermo: 113 presenze, 4 reti e altrettanti assist in granata, con la fascia da capitano indossata in più di un’occasione. Numeri importanti per un centrocampista che non vive di luci, ma di sostanza. La stagione 2024/25 è stata la più completa della sua carriera: 34 presenze in campionato, tutte da titolare, quasi 2.900 minuti in campo, 1 gol e 1 assist. Ma i numeri non raccontano tutto. Ricci è stato il motore silenzioso del Torino, quello che recuperava palloni, dettava i tempi e alzava il livello agonistico. A 23 anni ha già accumulato oltre 200 partite tra i professionisti, con esperienze in Serie A, Serie B e Nazionale maggiore (10 presenze con l’Italia, finora). Non è più una promessa, ma nemmeno ancora un punto fermo della grande élite del calcio europeo. È esattamente nel mezzo, pronto a spingere sull’acceleratore. Ricci è uno dei giovani italiani più completi della sua generazione. Ha visione, corsa, capacità d’interdizione e personalità. Con Allegri potrà trovare il contesto ideale per mettersi in mostra anche in Europa, diventando magari quel leader silenzioso che ogni grande squadra cerca. San Siro lo aspetta. E lui, con la sua timidezza solo apparente e quella cattiveria calcistica che ha imparato a dosare, è pronto a prenderselo.
L’appetibilità fantacalcistica di Ricci:
Legato sempre a Fantatips analizziamo se dal punto di vista fantacalcistico se Samuele Ricci può essere un buon acquisto per il fantacalcio. Per gli amanti del fantacalcio, Samuele Ricci potrebbe rivelarsi un investimento intelligente. Non è un centrocampista da valanga di bonus, ma nemmeno uno da ignorare: ha un buon piede, non disdegna il tiro da fuori e ogni tanto trova la porta (2 gol nelle ultime due stagioni). La sua media voto tende all’alto, perché raramente sbaglia partita e gioca con continuità. Se Allegri gli darà licenza di avanzare, potrebbe regalare anche qualche assist in più. In leghe numerose o con modificatore, può diventare una pedina preziosa, soprattutto per chi cerca solidità con potenziale di crescita. Lo consigliamo vivamente, per i voti che può dare, in leghe numerose. Per leghe invece con numeri minori di partecipanti vi consigliamo di non superare i 10 crediti su 1000 crediti e, quindi, 5 crediti su 500. A centrocampo, aspettando l’arrivo del listone soprattutto nel Milan vi consigliamo di virare su altro.