Giocatori decisivi 14ª giornata. Errori tattici ed episodi chiave delle gare dell’ultimo turno di campionato

serie a infortuni

Il turno di campionato è andato in archivio riservando poche sorprese dal punto di vista dei risultati. La Juventus e l’Inter si sono confermate in fuga, mentre la Roma ha agguantato il Napoli al quarto posto. La Lazio, con molta fatica, è tornata alla vittoria e per l’Atalanta continua il momento no. In coda tanti pareggi che muovono poco la classifica. Analizzando le gare, ecco tutti i giocatori decisivi della 14ª giornata, gli errori tattici e gli episodi chiave che hanno deciso o condizionato le partite.

Giocatori decisivi 14ª giornata: Gatti all’ultimo respiro regala i 3 punti alla Juve. Genoa ed Empoli non si fanno male

La prima partita della giornata è stata quella tra il Monza e la Juventus che ha visto trionfare gli ospiti. Dopo 10 minuti il primo episodio: sul lancio di Kostic, Cambiaso è stato trattenuto da Kyriakopoulos guadagnandosi un rigore netto. Di Gregorio ha neutralizzato il penalty ed è stato reattivo anche sulla ribattuta, in entrambi i casi di Vlahovic. Il vantaggio bianconero non si è fatto attendere e sull’angolo successivo Rabiot ha sovrastato Gagliardini di testa. Al 91’ il Monza ha trovato il pareggio con un tiro-cross beffardo di Carboni che ha ingannato Szczesny. All’ultimo respiro è stata di nuovo la Juventus a passare con Gatti. Rabiot ha sfruttato la marcatura molto molle di Dany Mota per servire l’assist al suo compagno. Il centrale bianconero è stato fortunato a mettere fuori causa i difensori con il primo tiro lisciato e centrare il bersaglio al secondo tentativo indisturbato.

Il Genoa ha pareggiato in casa con l’Empoli in una partita che ha visto il ritorno in campo di Retegui dopo l’infortunio. A passare in vantaggio è stata proprio la squadra di casa con il secondo gol consecutivo da fuori area di Malinovskyi. Poche responsabilità dell’Empoli sul gol: dopo un tiro di Badeji, il pallone è carambolato sui piedi dell’ucraino che ha indovinato l’angolo giusto imparabilmente. Molte, invece, le colpe della difesa rossoblù sul pareggio della squadra di Andreazzoli. Prima Caputo e poi il tocco di prima di Grassi hanno rotto due raddoppi del Genoa creando così la superiorità a destra. L’errore principale lo ha commesso Vogliacco che, sul cross di Kovalenko, ha dato le spalle al pallone in area di rigore ed è stato bruciato da Cancellieri. Unica recriminazione del Genoa è stata una traversa di Messias nel primo tempo che poteva indirizzare la partita verso il doppio vantaggio.

Giocatori decisivi 14ª giornata: Hatzidiakos sbaglia, Provedel salva la Lazio. Finalmente Jovic per il Milan

Dopo tre giornate senza vittoria, la Lazio è tornata al successo di misura contro il Cagliari. Non è stata una prova esaltante per gli uomini di Sarri che hanno sfruttato una delle poche occasioni avute per andare in gol. La rete decisiva è stata di Pedro su assist di Lazzari che ha approfittato dell’errore di Hatzidiakos. Il difensore di Ranieri era in netto vantaggio su un lancio di Guendouzi, ma nel tentativo di aggirare l’avversario ha perso l’equilibrio regalando il pallone al terzino biancoceleste. L’episodio che ha fatto molto discutere e ha incanalato ancora di più la partita verso la Lazio, è stata l’espulsione di Makoumbou per una trattenuta ritenuta da ultimo uomo. A blindare la vittoria ci ha dovuto pensare Provedel nel recupero. Il portiere della Lazio ha compiuto un’autentica prodezza che ha salvato i 3 punti per la sua squadra su un colpo di testa di Pavoletti.

Il Milan ha battuto il Frosinone per 3-1 nel segno di Luka Jovic. Ma prima del vantaggio dei rossoneri, i ciociari hanno tanto da recriminare. Al minuto 41, Tomori ha perso palla da ultimo uomo sull’attacco di Cuni che si è involato tutto solo verso la porta, ma Maignan ci ha messo una pezza. Sull’azione successiva si è verificata una delle leggi non scritte del calcio: gol sbagliato, gol subito. Gli uomini di Di Francesco, sbagliando un rinvio, hanno favorito la costruzione del Milan, arrivato al cross dalla destra. Sul traversone, Romagnoli colpisce debolmente di testa lasciando il pallone nella portata di Jovic che al volo ha depositato in rete.

A chiudere la partita con il gol del 2-0 ci ha pensato Pulisic che ha preso alle spalle i difensori del Frosinone su un rilancio di Maignan. La difesa si è fatta trovare colpevolmente fuori posizione, prima con il terzino, poi seguito a ruota dai due centrali sulla stessa linea. Il 3-0 di Tomori e la rete della bandiera del Frosinone sono stati di contorno a una gara ormai già chiusa.

Falcone decisivo, Ndoye spreca il raddopio. Che gol Ngonge! A Udine la saga dell’errore

Il Lecce e il Bologna hanno dato vita a una partita molto piacevole che si è conclusa con il punteggio di 1-1. L’autentico protagonista è stato Falcone. Il portiere dei salentini si è fatto valere in entrambe le aree risultando decisivo per il risultato finale. Nella sua porta è stato impeccabile nell’uscita bassa su Ndoye che poteva chiudere la partita, in quella avversaria si è procurato il rigore dal quale è arrivato il pareggio dei suoi nel recupero. Nulla ha potuto sulla meravigliosa punizione di Lykogiannis in occasione del vantaggio del Bologna. Tante responsabilità invece per Calafiori che ha commesso il fallo da rigore su Falcone dopo che è arrivato tardi nella marcatura sulla sponda di testa di Dorgu.

Udinese e Verona si sono divise la posta in palio in una gara spettacolare per il pubblico neutrale. Uno scoppiettante 3-3 condito da tantissimi errori dei difensori, soprattutto in marcatura. Cinque dei sei gol totali sono arrivati da deviazioni su cross dei compagni. I friulani si sono portati sul doppio vantaggio grazie ai gol di Kabasele e Lucca. Il difensore è stato imbeccato da una punizione di Samardzic sul quale Folorunsho ha perso del tutto la marcatura. L’attaccante ex Ajax, invece, ha sfruttato una mancanza di comunicazione tra i difensori del Verona. Infatti sul cross di Pereyra, Terracciano ha lasciato la marcatura dell’avversario, aspettandosi una scalata di Amione che però è rimasto fermo al centro. Risultato? Lucca ha proseguito la corsa e segnato indisturbato. Il rigore trasformato da Djuric ha rimesso in partita i gialloblù che l’hanno ripresa con un capolavoro di Ngonge.

L’esterno belga si è inventato una rovesciata clamorosa su cross di Suslov. Ad essere pignoli e senza nulla da togliere alla prodezza del giocatore, si possono notare ben quattro difensori intorno a Ngonge senza che nessuno provi l’intervento. Un po’ troppi per lasciare lo stesso una conclusione tranquilla. A rimettere la partita sui binari dell’Udinese è stato ancora Lucca chiudendo di testa l’ennesimo cross della partita sovrastando Amione, troppo passivo anche in questa occasione. Ultimo episodio della partita e tutt’altro che ininfluente lo ha regalato Silvestri. Sull’ultima azione della gara, il portiere bianconero è uscito a vuoto sul cross del solito Ngonge. Djuric di testa, lo ha anticipato, ringraziato e regalato un punto ai suoi.

Salernitana a picco, la Roma ancora in rimonta con un super Dybala

Fiorentina-Salernitana è stata una partita senza storia con i viola nettamente superiori. Il risultato finale è stato di 3-0 nonostante Costil sia risultato tra i migliori in campo. Dopo 18 minuti la pratica era già chiusa con il doppio vantaggio della squadra di Italiano. A inizio gara Pirola è rimasto troppo largo e lontano dai suoi compagni di reparto e sull’anticipo di Arthur è intervenuto in netto ritardo commettendo fallo da rigore, trasformato da Beltran. Il gol del 2-0 è stato un capolavoro di Sottil, ma la Salernitana non è esente da colpe. Infatti, è inammissibile che un giocatore riesca ad andare direttamente al tiro da dentro l’area imbeccato da una rimessa laterale. Il terzo gol è pura formalità su una palla persa in uscita dalla squadra di Inzaghi.

La Roma ancora una volta ha portato a casa il risultato in rimonta. La vittima di giornata è stato il Sassuolo che era passato in vantaggio con un gol di Matheus Henrique. Proprio sul gol del brasiliano, i giallorossi sono stati troppo passivi e sbilanciati. Il centrocampo troppo sguarnito ha permesso al giocatore neroverde di arrivare fino al limite per provare la conclusione in porta. Poi ci ha pensato la fortuna: sul tiro ribattuto, il pallone è arrivato a Laurientè che ha servito Berardi che ha ciabattato e trovato involontariamente Henrique sul secondo palo a porta vuota. Da qui sono partiti lo show di Dybala e le ingenuità del Sassuolo.

L’argentino prima ha chiamato Consigli a due grandi interventi, poi ha realizzato il rigore del pareggio e infine ha servito l’assist di tacco per il gol decisivo d Kristensen. Gli episodi hanno condannato la squadra di Dionisi, alcuni dei quali evitabili, come il fallo da espulsione di Boloca su Paredes che ormai aveva già spazzato via il pallone. Sul rigore per i giallorossi, Erlic ha abboccato troppo facilmente nella finta dell’avversario commettendo poi il fallo da penalty. Inoltre, ci si è messa la sfortuna sul gol del 2-1 con la deviazione di Tressoldi che ha reso imparabile il tiro di Kristensen.

Quante polemiche al Maradona! Zapata decisivo contro i suoi ex compagni, male Scalvini

L’Inter sta continuando la sua marcia in testa alla classifica ed è uscito indenne dal Maradona con un sonoro 3-0, meritata ma un po’ largo. Nel primo tempo il Napoli ha tenuto bene il campo e si è reso pericoloso in più di un’occasione colpendo una traversa e impegnando Sommer in almeno due parate decisive. Sul finire della frazione è arrivata la doccia fredda: sul cross di Dimarco, Dumfries e Barella ha confezionato il pallone per l’accorrente Calhanoglu che ha trovato l’angolo da fuori area. In avvio di azione, i giocatori del napoli hanno lamentato una cintura di Lautaro su Lobotka non sanzionata dall’arbitro.

Al 57’ l’altro episodio molto dubbio in area nerazzurra: Acerbi ha colpito Osimhen alla caviglia senza mai prendere il pallone. Per arbitro e Var l’azione era regolare. La beffa dopo tre minuti, dal possibile rigore dell’1-1 gli azzurri si sono trovati sotto di due. Il gol è nato dopo un rinvio debole di Politano raccolto da Dimarco, dopo una serie di rimpalli il pallone è arrivato a Lautaro che ha servito Barella al centro dell’area. il centrocampista italiano si è sbarazzato di Ostigard e Natan, troppo fermi, e superato Meret. Il gol finale lo ha siglato Thuram su assist di Cuadrado dopo un’uscita bassa a vuoto del portiere azzurro.

L’ultima gara di giornata ha visto il Torino trionfare sull’Atalanta grazie a una prestazione superba di Zapata, grande ex della partita. L’attaccante colombiano ha aperto e chiuso il tabellino dei marcatori sfruttando alla perfezione due assist di Vlasic. La prima rete è arrivata con la complicità della difesa atalantina. Miranchuk si è perso l’inserimento di Vlasic e sul cross successivo, Scalvini si è schiacciato troppo verso il portiere e non è riuscito a trovare l’equilibrio per l’intervento sul pallone arretrato. Il raddoppio è scaturito da un rigore concesso per trattenuta, ancora di Scalvini, su Buongiorno. Il 3-0 finale ha visto ancora l’attaccante ex Atalanta troppo libero di poter stoppare, fintare e calciare senza pressione in area di rigore.

Sabato Peluso

Leggi anche:

Napoli, Trotta: “Vedo miglioramenti dal punto di vista dello spirito e della motivazione. Nell’espressione di gioco non è cambiato molto”

Per restare sempre aggiornato sul Napoli, leggi www.ilsognonelcuore.com oppure collegati a Instagram o Facebook.