Mazzarri, Bruscolotti: “Un allenatore che ha avuto ottime esperienze a Napoli e che è ben voluto dalla piazza. Non mancano gli ingredienti per far bene”

Mazzarri bagaglio esperienza

Giuseppe Bruscolotti, ex capitano del Napoli ha parlato delle esperienze di Mazzarri a Napoli e tanto altro a “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Mazzarri, Bruscolotti: “Un allenatore che ha avuto ottime esperienze a Napoli e che è ben voluto dalla piazza. Non mancano gli ingredienti per far bene”

Cosa pensa del ritorno di Walter Mazzarri?
“Per quel che c’era in giro credo che Mazzarri fosse il più indicato. Un allenatore che ha avuto ottime esperienze a Napoli e che è ben voluto dalla piazza. Non mancano gli ingredienti per far bene. Vedremo quel che Walter potrà dare al Napoli”
Quali saranno i perni del tecnico toscano?
“La rosa del Napoli è molto ampia. Lo stesso Walter ha dichiarato di aver seguito il Napoli e di conoscere tutti i giocatori. Quelli che sono titolari di questa squadra sono noti. Non dovrà, dunque, inventarsi molto. Non sarà una scelta difficile, se non relativa alla condizione. Mazzarri dovrà cercare di riprendere la squadra, garantendo un ritmo diverso. Quel che manca sono il ritmo e l’aggressione, ad un livello ben distante da quanto visto lo scorso anno”
Mazzarri potrebbe scegliere per una rivoluzione tattica?
“Rivoluzione no. Bisogna sempre adeguarsi a quel che il gruppo riesce a fare meglio. Oggi, non c’è bisogno di sperimentare. Serve instaurare un rapporto di fiducia e stima con la squadra. Mazzarri, d’altronde, è uno che ci sa fare, un motivatore. Bisognerà ritrovare serenità. Non va dimenticato, inoltre, che il Napoli è una rosa di qualità. Il ritorno di Osimhen potrà essere determinante”
Mazzarri è un passo indietro o un paso in avanti?
“Un passo in avanti o indietro… Walter ha fatto la sua carriera ed oggi ha avuto questa opportunità. La vita riserva sempre delle sorprese. Dopo aver lasciato Napoli, forse, nemmeno lui pensava di poter tornare. Il club, inoltre, non aveva molte alternative”
Le sarebbe piaciuto Tudor?
“Non lo conosco, non saprei. A detta di qualcuno l’allenatore croato ha un bel caratterino… In questo momento, con le prime donne dello spogliatoio azzurro, non c’è assolutamente bisogno di un carattere particolare”
Perché crede che Ostigrad abbia sofferto Caputo nella sfida di domenica?
“Ho sentito che negli allenamenti tante cose non sono state provate. Preferisco non giudicare le cose che non vedo. E’ certo che certe ingenuità e distrazioni, a questi livelli, non sono concepibili. Ci vuole concentrazione, gli avversari si conoscono. Una volta, ai miei tempi, si studiava ogni avversario in tutte le sue caratteristiche. Oggi, si parla di un calcio diverso in tutto. Nel calcio odierno, però, i difensori non sanno marcare”
Si è parlato anche del ritorno di Pierpaolo Marino. Qual è il suo pensiero a riguardo?
“Pierpaolo è stato, insieme a De Laurentiis, colui che rifondato quel Napoli che, negli anni, è cresciuto. Marino ha una grande esperienza e sarebbe anche un ritorno piacevole. È una figura importante nel calcio italiano e internazionale”
Cosa ha pensato quando ha visto la formazione titolare della gara contro l’Empoli?
“Sconcertato, sicuramente. Togliere due pedine importanti come Kvara e Zielinski, salvo poi inserirli nel secondo tempo… Si vede che la testa era altrove. Non so se abbia ragione o torto, ma il mestiere dell’allenatore è questo. Oggi chiedono tutti la testa di Garcia, ma mantenere la lucidità, in ogni circostanza, è doveroso. La gara dell’Empoli, di grande applicazione, non è una sorpresa. Tante squadre, nel calcio odierno, praticano aggressione e verticalizzazione”

Pasquale Caldarelli

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