La passione per il calcio è qualcosa che ti attanaglia ti conquista e non puoi più farne a meno. Spesso si accompagna ad un forte senso di appartenenza ad un territorio. Altre volte prescinde dal luogo di nascita o di origine. Molti sono iniziati al tifo da un genitore o da un nonno e spesso l’amore per la maglia si tramanda di padre in figlio. Ci sono delle eccezioni però, a volte si crea un clima di competizione all’interno della propria famiglia che spinge i membri della stessa a tifare per squadre rivali per il puro gusto di prendersi in giro. E poi ci sono quelle passioni che nascono per puro caso, semplicemente perché sei attratto da un calciatore che gioca in una squadra che si trova lontana chilometri dalla tua città e che addirittura milita in un campionato di un’altra nazione. Così nasce la mia passione per il Real Madrid!
Ovviamente è mio dovere specificare che sono tifosissima del Napoli ma visto che le due squadre non sono in competizione tra loro, mi sono lasciata andare ad un altro “amore”. Ero una bambina e già amavo il gioco del calcio quando, reduce da un viaggio a Madrid un caro amico di mio padre mi portò in regalo una maglia tutta bianca con un numero 7 dietro le spalle…La maglia di Emilio Butragueno Santos!
Nato a Madrid il 22 Luglio del 63 Emilio è un attaccante eccezionale con un’ottima visione di gioco e una grande capacità di improvvisare. Madridista dalla nascita ha legato la sua carriera al Real Madrid di cui è stato la punta di diamante dal 1984 al 1995. Esordì in prima squadra il 5 febbraio 1984. Insieme al compagno di reparto Hugo Sanchez ha formato una prolifica coppia d’attacco.
Incuriosita dunque da questo meraviglioso calciatore cominciai a seguire la squadra madrilena e studiai un pochino la loro storia. I Blancos, così chiamati per via della divisa da gioco completamente bianca, sono una delle tre squadre di Madrid, le altre due sono l’Atletico Madrid e il meno blasonato Rayo Vallecano. Con sede e stadio nel quartiere di Chamartìn il club viene fondato nel 1902.
Mi appassionai a quel gruppo di ragazzi che sembravano imbattibili. Scoprì così che molti di loro provenivano dal settore giovanile del Real, la così detta “Cantera”…Giocando con il suo cognome, ad Emilio fu dato il soprannome di “el Buitre” (l’avvoltoio), infatti in aria di rigore il nostro campione si comportava proprio come un rapace. Quella generazione fu molto prolifica e oltre ad Emilio, il settore giovanile del Madrid sfornò una serie di ottimi calciatori. Prendendo spunto dal più famoso e carismatico del gruppo gli addetti ai lavori ed i tifosi li chiamarono “La Quinta del Buitre”! Tradotto in Italiano come “la corte dell’Avvoltoio”, gli altri quattro membri erano: Miguel Pardeza, Manolo Sànchis, Michel e Martin Vasquez. A partire dal debutto in prima squadra del primo fino all’esordio di tutti gli altri, hanno conquistato un totale di sedici titoli.
Mi legai a quella squadra così tanto che negli anni non ho mai smesso di seguire i Blancos e molto più tardi, nei miei due anni vissuti a Madrid, ho avuto spesso il grande privilegio di vedere la mia “seconda” squadra giocare al Santiago Bernabeu. Meraviglia! Ho sempre considerato la sfida tra Napoli e Real la partita del mio cuore, ovviamente con prepensione verso l’azzurro. Ricordo come fosse ieri la prima volta che si giocò. Era un match valevole per l’allora Coppa dei Campioni. Era il 1987 il San Paolo era gremito ed io ero in curva B emozionata a tal punto che mi tremavano le gambe. In campo nel Napoli c’era il grande Diego e nel Madrid troneggiava la Quinta del Buitre. Pareggiammo 1 a 1. Per gli azzurri segnò Francini e per il Real, indovinate un po’ chi segno?! Si, proprio lui: Emilio Butragueno Santos.
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