ESCLUSIVA – Antonio Governucci: “La mia esperienza nel campionato maltese…”

Ai microfoni di IlSognoNelCuore è intervenuto in esclusiva Antonio Governucci, ex direttore sportivo, intermediario e talent scout. Intervistato dal nostro Emanuele Cantisani, ha parlato della sua carriera e della sua esperienza all’estero, nel campionato maltese.

Antonio Governucci: “Il mio percorso inizia quando ero ancora giovanissimo, avevo appena 20 anni”

Ci racconti del suo inizio carriera…
“Il mio percorso inizia quando ero ancora giovanissimo, avevo appena 20 anni. Precisamente quando negli ultimi miei anni di carriera ebbi la possibilità di portare un ragazzo del mio quartiere nella società e fui pagato per questo, proprio come un procuratore. Allora pensai che con il tempo, migliorando e diventando più estroverso, avrei potuto trasformar ciò in un lavoro. Inoltre proprio in quel periodo, un giorno, mio padre, all’epoca disoccupato, mi implorò di trovar un lavoro, continuando gli studi, e di mettere da parte il calcio. Io non avevo dimenticato però di quel “trasferimento” che mi permise di guadagnare anche i miei primi soldi, infatti decisi di aprire una scuola calcio ed investire in questo sport. Nacque a Ponticelli, inizialmente la chiamai “Real Incis” (Incis era il rione dove abitavo), successivamente “Quartieri Orientali” poichè comprendeva Barra, San Giovanni e Pointicelli. Zone in cui i ragazzi, viste le difficili condizioni familiari, necessitavano di un luogo di ritrovo in cui giocare e aggregarsi socialmente. Durante un raduno in cui invitai Stefano Stigi e Pasquale Lanzillo, dove poterono apprezzare personalmente il mio lavoro, mi fu offerto di diventare osservatore per il Cisco Roma prima solamente in Campania, poi del tutto Sud Italia. Successivamente, tramite Paolo Fabbri ho avuto anche un’opportunità al Perugia, sempre in Serie C. Man mano poi, grazie ai vari corsi, ho approfondito e arricchito sempre di più le mie conoscenze…”

Antonio Governucci: “Facemmo parlare di noi l’intera Europa per via di una striscia di imbattibilità lunga ben 28 partite”

Ci parli delle sua esperienze alla Sanità e al Gladiator…
“Prima dell’esperienza alla Sanità, sono stato direttore sportivo al San Giorgio a Cremano in eccellenza. Qui incontrai un presidente molto ambizioso e facoltoso, Gianni Garofalo, che voleva dare il via ad un progetto finalizzato a riportare in Serie D la Real Sanità. Appena arrivai, poco dopo che la società comprò il titolo in seconda categoria, piazzai subito un grande colpo: Youssouf Kamara, attaccante ivoriano ex Napoli. Non fu l’unico, infatti portai anche Sergio Barone e Stefano Esposito, acquisti che permisero alla squadra di vincere il campionato con oltre 20 punti di vantaggio sul Marianella. Negli anni vincemmo anche la prima categoria e la promozione, riportandola finalmente in Eccellenza. Dopo l’esperienza alla Real Sanità e dopo due anni al Real Pino a Montella, andai ad Acerra, dove con il mister Vincenzo Castaldo vincemmo il campionato di promozione. Successivamente mi contattò il presidente Lazzaro Luce del Gladiator, club che acquistò il titolo del Nola e che giocò così la Serie D a Santa Maria Capua Vetere. In quell’annata arrivammo secondi, dinanzi a corazzate come Monopoli, Brindisi, Andria, Taranto, Matera… e dietro solamente all’Ischia, club gestito dall’imprenditore Raffaele Carlino. Inoltre, durante quel campionato, facemmo parlare di noi l’intera Europa per via di una striscia di imbattibilità lunga ben 28 partite,  la più lunga sia dei campionati professionistici che dilettantistici”

Antonio Governucci: “Il Foggia mi contattò ma fu una brevissima parentesi…”

Ci parli della sua esperienza al Foggia…
“Nel 2012, dopo averlo anche affrontato in campionato e dopo esser stato ripescato, il Foggia mi contattò, ma fu una brevissima parentesi. Lì, poichè già avevano il direttore sportivo, Giuseppe Di Bari, il presidente, Giuseppe Lo Campo, mi offrì un contratto come capo scouting. Dopo pochi mesi, su consiglio di mia moglie, mi trasferii come direttore sportivo al San Severo, club di Serie D in serie difficoltà essendo ultimo in classifica. Cambiando la squadra ed inserendo giocatori mirati, riuscimmo a salvarci compiendo un vero e proprio miracolo calcistico”

Antonio Governucci: “Con la Turris lottammo contro il Bari per il primo posto…”

Ci racconti della sua esperienza alla Turris…
“Premetto che prima della Turris, dopo il San Severo, andai al Matera, promosso in C1. Appena sei mesi dopo però, nonostante un contratto biennale, optai per la rescissione e lavorai come intermediario. Non passa molto tempo che il presidente Antonio Colantonio della Turris, dopo aver licenziato il ds Pasquale Costagliola, mi propone di esser il sostituto di quest’ultimo. Accettai l’incarico. Prima la salvammo, vincendo lo spareggio play-out contro l’Aversa, poi l’anno successivo, lottammo contro il Bari, squadra che vantava calciatori del calibro di Di Cesare e Brienza, per il titolo. A malincuore però, chiudemmo al secondo posto…”

Antonio Governucci: “Nel campionato maltese generai importanti plusvalenze e acquistati calciatori del calibro di Dodò”

Ci racconti della sua esperienza nel campionato maltese…
“Innanzitutto la proprietà dell’Hamrun Spartans era italiana, così come l’allenatore Enzo Potenza. Il presidente Nunzio Antignani, una domenica mi propose l’incarico da direttore sportivo e mi convinse immediatamente a trasferirmi nella massima categoria maltese. Quando arrivai ingaggiammo in primis Manuele Blasi come nuovo allenatore, poi Fabrizio Antonini come vice allenatore ed infine Luca Piscitelli come preparatore atletico. Mi trovai difronte un calcio in evoluzione e moderno, con le prime 6-7 squadre che erano davvero forti. Il budget a disposizione indubbiamente era ed è minore rispetto alla nostra Serie A, ma pian piano il livello si sta alzando. Complice anche l’ampliamento del numero di stranieri acquistabili e schierabili dal ‘1 minuto, che hanno internazionalizzato il campionato. Nel 2019 eravamo in zona Europa League ma poi dovemmo interfacciarci con la pandemia. In quel periodo tuttavia generai importanti plusvalenze e acquistati calciatori del calibro di Dodò, che ci permisero l’anno successivo di vincere lo scudetto”

Antonio Governucci: “All’Hamrun avevo consigliato Cosimo Patierno”

Quali calciatori ha trattato all’Hamrun Spartans del nostro campionato?
“All’Hamrun avevo consigliato Cosimo Patierno, ex Francavilla e avrei voluto prender Damiano Franco, ex Avellino. Questi calciatori rispettavano i parametri finanziari del club e del campionato maltese, oltre che importanti innesti tecnici”
Antonio Governucci: “Sto aspettando un’opportunità che sia una società estera o una società italiana”
Quali sono i suoi obiettivi futuri?
“Ultimamente sto creando partnership con molte squadre e calciatori, e sto collaborando con mio nipote che si sta laureando in giurisprudenza. Sto aspettando un’opportunità che sia una società estera o una società italiana, l’importante è che sia un club professionistico. Continuo a guardare centinaia di partite dal vivo, anche dilettantistiche. “
Antonio Governucci: “Meluso è una figura secondaria all’interno dell’organigramma”
Cosa ne pensa del nuovo direttore sportivo del Napoli Mauro Meluso?
“Inizio con il dire che sono sempre molto realistico, non polemico, infatti la mia idea è che il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis gestisca lui personalmente tutto il calciomercato del Napoli. Meluso è un bravissimo direttore sportivo, ma una figura secondaria all’interno dell’organigramma, non aveva le credenziali per approdare in un squadra così blasonata anche in ambito europeo. AdL dopo le grandi intuizioni degli anni passati, Kvaratskhelia, Kim ed Osimhen su tutti, ha subito confermato l’area scouting, per poi occuparsi lui dei nuovi acquisti….”
Antonio Governucci: “Sabatini è il direttore sportivo più abile e preparato degli ultimi 20 anni”
Come giudica la scelta di Sabatini di approdare all’Athletic Advisor, club di Serie D brasiliana?
“Sabatini non deve dimostrare più nulla nessuno, è il direttore sportivo più abile e preparato degli ultimi 20 anni. Ha fatto una scelta di cuore e per rilassarsi, visti anche i suoi problemi di salute. Farà molto scouting e si divertirà in Brasile. A Salerno ha dimostrato di esser un fenomeno, il 70-80% dei meriti della salvezza dei granata sono suoi”
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