L’Editoriale – Napoli-Lazio, un secondo tempo da incubo al Maradona

Napoli, secondo tempo da incubo contro la Lazio

L’entusiasmo delle prime due giornate per il Napoli viene smorzato all’arrivo della Lazio di Sarri al Maradona. Il tecnico biancoceleste a distanza di sei mesi offre una nuova lezione alla sua vecchia squadra, confermandosi un maestro sotto l’aspetto tattico nella preparazione alla gara. Questa volta, però, lo sviluppo è diverso.

Quel Napoli non concesse quasi nulla e Vecino s’inventò la rete dalla distanza. Questo, invece, nella ripresa ha concesso praterie, facendosi imbucare alle spalle ripetutamente a causa dell’enorme distanza tra i reparti. Una scelta che ha regalato spazi a calciatori bravi nello sfruttarli come Zaccagni, Felipe Anderson, Luis Alberto su tutti.

Un qualcosa già visto nelle prime due gare, che con avversari diversi può andare anche bene, ma quando il livello e le caratteristiche degli avversari cambiano, può essere pericoloso. La ricerca alla verticalità impone una linea di difesa molto alta, la coppia Juan Jesus-Rrahmani non ha certo le caratteristiche per correre all’indietro per tutta la partita. Qui subentra il discorso Natan e di come si è scelte di operare sul mercato in generale e di come si è agito nel sostituire Kim, miglior difensore del campionato della passata stagione.

L’Editoriale – Napoli, un secondo tempo da incubo al Maradona

Napoli, secondo tempo da incubo contro la Lazio

Per il Napoli è una gara dalle due facce: un primo tempo dove la squadra ha giocato, creato più occasioni con un Lazio compatta e attendista, che ha provato ad uscire col palleggio e gli scambi nello stretto. Come ribadito dallo stesso Rudi Garcia, anche al termine della vittoria contro il Sassuolo, il Napoli concretizza poco. La Lazio, dal nulla, passa in vantaggio con una magia del mago Luis Alberto di tacco, lasciato solo dalla difesa azzurra con Juan Jesus e Olivera che sono rimasti a guardare Felipe Anderson. Subito pareggia Zieliński con un tiro fortuito, deviato dalla retroguardia biancoceleste.

Dal polacco, uno dei migliori insieme a Kvaratskhelia nel primo tempo, nasce anche l’errore che spiana al definitivo 1-2. Prima rete in diagonale per Daichi Kamada dopo ancora una genialata di Luis Alberto, che lascia lo spazio al giapponese con il suo classico velo. In entrambi i goal subiti Alex Meret avrebbe potuto fare qualcosa in più. La Lazio ne aveva fatti anche quattro, ma in entrambe le occasioni ha dovuto fare i conti con il Var. Impatto devastante di Guendouzi, che si è visto annullare prima un assist e poi un goal.

L’Editoriale – Napoli, un secondo tempo da incubo al Maradona

Garcia ha parlato di un problema anche legato alla condizione fisica. Per carità può essere anche, pur se si tratta delle prime di campionato, magari dipende dal tipo di preparazione e i 9 km percorsi in meno possono essere indicativi, ma di certo non è da ricercare nella causa principale della sconfitta. Anzi se la condizione fisica non è delle migliori, non è stato molto costruttivo effettuare un primo tempo ad alta intensità, arrivando spenti in quello successivo.

La squadra ha dato l’impressione di non riuscire a mettere in campo delle idee, o meglio molto confusionarie. Non funzionano nemmeno i cambi effettuati dal tecnico. Fuori Kvaratskhelia, non al top della condizione, ma è l’unico che prova a creare superiorità puntando l’avversario, per Raspadori che tende ad accentrarsi. Il centrocampo non gira con la nuova posizione di Lobotka. E Anguissa sbaglia tanto, troppo in fase di impostazione. Male anche la partita di Olivera, che con Kvicha non si è quasi mai trovato, ma nemmeno cercato. Mario Rui, invece, per caratteristiche, è più adatto quando c’è bisogno di impostare la gara per tecnica e sovrapposizioni col georgiano.

Il finale con Raspadori, Simeone, Osimhen e Lindstrom ha generato tanta confusione ed una ossessiva ricerca della profondità per il nigeriano, anch’esso autore di una prova negativa, e niente alternativa o accenno di palleggio per provare a trovare un qualcosa di diverso. La stessa che praticamente la Lazio non ha mai concesso. Ed una domanda che sorge spontanea sul mancato inserimento di Elmas.

Il Napoli resta una squadra forte, nonostante la difesa si sia indebolita ed allora che sia una sconfitta che serva per ragionare, capire da quali certezze e punti di riferimento ripartire e cosa meglio non stravolgere per forza rispetto al passato.

Davide D’Alessio

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