Nella vincente trasferta di Frosinone si sono intraviste, seppur premature, le prime novità tattiche di Rudi Garcia nel suo nuovo Napoli.
Le novità tattiche del nuovo Napoli di Garcia, l’analisi dei primi 90′
Buona la prima per il nuovo Napoli, per il Napoli di Rudi Garcia. Gli azzurri si sono imposti per tre a uno nel match d’apertura della nuova stagione. Primi tre punti che consentono agli azzurri di poter lavorare al meglio in una fase ancora preparativa ed embrionale del campionato. Il successo frusinate consente al tecnico francese di potersi concedere a maggiori premure nell’adattamento dei nuovi (tra accasati ed in procinto di vestire l’azzurro). Soprattutto di lavorare nella trasmissione di quelli che sono – e saranno – i nuovi dettami tattici.
Le novità tattiche del nuovo Napoli di Garcia, l’analisi dei primi 90′
Rudi Garcia ha difatti saputo già imprimere una traccia che, seppur labile, può risaltare all’occhio in un’analisi attenta. Seppure siano soltanto novanta minuti, la gara dello Stirpe ha già lasciato intravedere interessanti novità. Non una rottura totale col passato, certo. Sarebbe impensabile, oltre che del tutto controproducente, rivoluzionare un assetto che ha garantito ai partenopei un tricolore con il margine di ben sedici lunghezze sulla seconda. Numeri alla mano, tuttavia, la prima uscita di Rudi ha registrato una riduzione sensibile del possesso palla a fronte di un baricentro che, per alcuni tratti della gara, si è abbassato oltre le abitudini recenti. Attesa dell’avversario in copertura attenta, anche se le linee avrebbero potuto garantire maggiore compattezza.
Un atteggiamento che può essere spiegato con la necessità di gestire le energie nella primissima fase del campionato. Ma anche questa, se vogliamo, è una novità ‘atletica’, oltre che tattica. Per una squadra abituata a spingere sempre al massimo l’attesa dell’avversario è una caratteristica con cui dover acquisire confidenza. A testimonianza di quanto detto il dato sul possesso, che vede il Napoli di Frosinone registrare un 28’27” contro la media dello scorso anno pari a 34’37”.
Le statistiche denotano, invece, un miglioramento netto, sulla media dello scorso anno, per quanto attiene realizzazioni e conclusioni. La media di reti nella stagione 2022/2023 era stata di 2,1 a partita. Quella delle conclusioni, invece, era pari a 16 per gara. Il match di sabato ha visto i partenopei concludere 19 volte verso la porta difesa da Turati, e realizzare – come noto – tre reti. Se il dato sui gol è una curiosità puramente statistica (e fine a sé stessa), quello sulle conclusioni è invece indicativo.
D’altronde, il gioco di Garcia è noto per l’essere godibile ed efficace. La sua Roma aveva impressionato proprio per qualità e concretezza. Un minore tempo di gestione palla, infatti, è stato sfruttato con maggiore incisività dai partenopei. Anche l’atletismo si conferma dote del bagaglio (ricco) dell’allenatore ex Roma. Il Napoli ha infine accumulato una media di 108,59 km percorsi. A ciò andrebbero aggiunte le qualità degli azzurri, non a caso campioni in carica.
Chiaramente, l’analisi di cui sopra può risentire anche della contingenza della sfida. Ogni gara è a sé, e può comportare atteggiamenti e predisposizioni specifiche. Nulla vieta di supporre che anche il tecnico transalpino possa ripercorrere appieno le metodologie e gli approcci visti nelle ultime due stagioni partenopee. È altrettanto vero, però, che sarebbe errato attendersi una riproduzione imperfettibile del Napoli Spallettiano. Garcia è alla guida degli azzurri ormai da più di due mesi. È logico, dunque, che l’ex Roma abbia avuto il tempo di poter lavorare su metodologie nuove e maggiormente legate al suo retaggio. D’altronde, cambiare può esser sinonimo di contromisura. Dopo una stagione all’insegna della perfezione sarebbe giusto aspettarsi un’attenzione particolare da parte degli avversari. Per questo il cambiamento può essere la marcia in più, a patto che si riveli vincente.
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