Emanuele Calaiò, ex calciatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai taccuini de IlSognoNelCuore.com.
Scudetto Napoli, Calaiò: “In piccole percentuali lo sento anche mio, siamo stati i primi a mettere dei mattoncini”
“Lo ha inciso anche sulla sua pelle, quanto sente anche suo questo Scudetto? “Oltre alla promessa del tatuaggio, lo avrei fatto a prescindere. È uno Scudetto che in piccole percentuali sento anche mio e di quel gruppo che è partito dall’inferno e poi si è trasformato nel Paradiso. Siamo stati i primi a mettere dei mattoncini per questo lungo progetto che ha portato a migliorarsi ogni anno, fino ad arrivare a questo capolavoro fatto da Spalletti ed i calciatori. Noi abbiamo messo le basi, poi il Napoli è cresciuto con allenatori, calciatori e direttori sportivi di livello. Oggi è una realtà, una delle migliori sia in Italia che in Europa”.
Exploit Osimhen, Calaiò: “Spalletti è l’uomo simbolo, lo ha reso un attaccante top e migliorato in tanti aspetti”
“Il gol Scudetto è arrivato da un attaccante: stagione straordinaria per Victor Osimhen. In cosa può ancora migliorare e quale aspetto ha portato a questo exploit improvviso? “C’è sempre tempo per migliorare soprattutto lui che è ancora giovane. Penso che l’uomo simbolo per Victor, come la squadra ed anche la città sia stato Spalletti. L’allenatore è riuscito a migliorare le sue prestazioni, educandolo anche tatticamente. L’anno scorso era grezzo in alcuni movimenti tecnici, anche sul fuorigioco. In un anno è migliorato tantissimo nei movimenti, spalle alla porta, nel dialogare con i compagni. Spalletti lo ha reso un attaccante che, dopo Haaland, è uno dei migliori in Europa, dove anche lì ha fatto molto bene. Sarà difficile trattenerlo visto che fa gol a tutti i top club in Europa, sia il ragazzo che la società andrebbero a guadagnare cifre importanti qualora dovesse arrivare l’offerta irrinunciabile”.
Calaiò: “Sostituto Osimhen in caso addio? David, Hojlund o Beto andrebbero bene. Sarà più difficile sostituire Kim”

“In caso di partenza quale sarebbe il sostituto ideale? Se Spalletti vuole continuare con il 4-3-3, il Napoli ha bisogno di una punta fisica. Simeone e Raspadori sono due attaccanti con caratteristiche diverse. In giro per l’Europa c’è un attaccante fortissimo del Lille (David, ndr), per caratteristiche andrebbe bene anche uno tra Hojlund e Beto. In generale ci vuole un calciatore fisico, veloce, forte di testa, che sappia andare in profondità e far sentire la propria presenza. Il Napoli non ha mai sbagliato con gli attaccanti, ho fiducia nel direttore sportivo, lo scouting e di tutte le figure che lavorano con il presidente. Sarebbe più difficile sostituire Kim, non sarebbe facile trovare un difensore con quelle caratteristiche”.
Kvaratskhelia, Calaiò: “Con le dovute proporzioni mi ricorda Diego, anche se con peculiarità differenti”
“Da un rendimento strepitoso all’altro: Kvicha Kvaratskhelia. In doppia cifra sia di gol che di assist, si fatica a ricordare negli ultimi tempi un calciatore che abbia avuto un impatto del genere. Con le dovute proporzioni quale grande del passato le ricorda? “Con le dovute proporzioni, Kvaratskhelia ha delle particolarità di Diego. Il georgiano ha forza nelle gambe e nel dribbling, mentre l’argentino era più piccolo ed esplosivo nei primi passi. Kvara ha più strappo in allungo per puntare all’avversario. Questo rendimento è stato possibile sempre grazie a Spalletti. L’allenatore è riuscito in un anno a confermarsi in Italia, in una piazza esigente come Napoli che non ti aspetta. Invece guardando tutti i nuovi acquisti, sembra che abbiano giocato a Napoli da una vita. È riuscito a dargli un’impronta tattica, creando un gruppo eccezionale ed uno spogliatoio unito. Remano tutti dalla stessa parte, anche chi gioca cinque minuti non fa polemica, questo per un allenatore è il 50 % del lavoro”.
Di Lorenzo, Calaiò: “Mai scelta fu più azzeccata come capitano”
Senza togliere nulla a tutti coloro che hanno indossato la fascia negli ultimi anni, quanto è importante all’interno dello spogliatoio aver iniziato un nuovo corso con un capitano come Giovanni Di Lorenzo? “Non c’è mai stata scelta più azzeccata. Giovanni è un ragazzo eccezionale, d’un umiltà incredibile. Si è caricato il peso dello spogliatoio addosso e anche sul campo. È uno che sa parlare e sa porsi con gli arbitri. Gioca cinquanta partite l’anno senza saltarne uno mentre negli allenamenti è sempre il primo a dare il 100%. Anzi è arrivato fin troppo tardi nel calcio che conta. Se guardiamo il suo passato fin dove è arrivato oggi, questo è segno di umiltà e volersi sempre migliorare. È un capitano perfetto per questa città. Suo padre ha origini del Napoli e addirittura ha dichiarato di voler chiudere la carriera a Napoli, questo è da apprezzare”.
Ciclo Napoli, Calaiò: “Si è concluso con la vittoria dello Scudetto, ma allo stesso tempo da giugno scorso si è aperto quello nuovo”
È dell’idea che si possa aprire un ciclo oppure questo famoso ciclo è già stato aperto con i risultati raggiunti negli anni e adesso lo si può proseguire magari raccogliendo trofei frutto comunque di una gestione oculata nel tempo? “Questo ciclo di quindici anni si è chiuso con lo Scudetto. Si può riaprire un ciclo eventualmente come vittorie, come trofei. Penso che il Napoli, anno dopo anno, è sempre cresciuto. La vittoria dello Scudetto ce la saremmo aspettati anni prima. Dopo la rifondazione in estate, nessuno avrebbe puntato un euro sugli azzurri. Il nuovo ciclo si è proprio aperto a giugno con la rifondazione e gli addii di tanti calciatori del passato.
Il prossimo anno sicuramente si deve riconfermare, ma non è detto che aprendo un ciclo debba per forza rivincere lo Scudetto. Può anche terminare al secondo posto, riconfermarsi in Champions e magari puntare ad una Coppa Italia o la Supercoppa. Sempre con l’obiettivo di migliorarsi e prendere calciatori giovani, che magari inizialmente nessuno conosce, per poi rivenderli a grandi cifre. Questo è l’obiettivo che dovrebbe avere ogni società. De Laurentiis ha tenuto sempre una società ben salda, senza mai sforare, con un tetto ingaggio basso. Pur prendendosi qualche parolina ha dimostrato che con pochi soldi, rispetto agli altri top club, ha speso il 10% vincendo lo Scudetto. Il Chelsea ha speso 500 milioni di euro ed in campionato sta quasi per retrocedere. Poi va a finire come la Juventus, quest’anno, il Milan e l’Inter che ha bisogno dei cinesi per restare in piedi. Può sembrare imprenditore, non tifoso ma per il bene del Napoli ha fatto tanto”.
Classifica Marcatori, Calaiò: "Lautaro non le giocherà tutte, la spunterà Osimhen"
Napoli-Inter e classifica marcatori tra Osimhen e Lautaro? Ci sono pochi gol di differenza, mancano soltanto tre partite e considerando che l’Inter debba disputare due finali, Lautaro non giocherà tutte le partite in campionato. Inzaghi farà turnover, ed esempio contro il Napoli potrebbero giocare Lukaku e Correa, quindi Osimhen potrebbe anche allungare. La spunterà il nigeriano”.
A cura di Davide D’Alessio
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Davide D'Alessio