Torino, il colpo Ilic potrebbe essere determinante anche per il futuro di Juric ma per sognare l’Europa serve anche altro

La lotta a distanza tra i due allenatori che hanno contribuito al processo di crescita di Ivan Ilic, Tudor e Juric, la spunta il tecnico del Torino. Una delle pochissime trattative di questo mercato invernale di Serie A, sempre più povera, fatta di sorpassi e controsorpassi ha trovato il lieto fine. Nella giornata di oggi la società granata ha avuto la meglio. Urbano Cairo ha difatti accontentato il proprio allenatore, visto che il tecnico croato ha spinto molto per far si che l’operazione si concludesse. Il Verona nell’estate del 2020 lo prese in prestito dal Manchester City, finendo poi per riscattarlo dopo averne testato le qualità.

Ilic è un centrocampista forte fisicamente, abile e soprattutto dotato di una grande visione di gioco. Un calciatore dal fisico slanciato che possiede grande personalità, una qualità che tanto piace al tecnico granata. Non solo sostanza nella fase offensiva, è cresciuto notevolmente anche in fase di non possesso. L’età è della sua parte e di certo i margini di miglioramento non mancano e tanti meriti della sua crescita vanno attribuiti proprio a Juric che lo ha lanciato ai tempi del Verona. Inoltre andrà a formare una coppia di centrocampo giovane e forte, insieme a Samuele Ricci. Quest’ultimo è cresciuto molto rispetto alla passata stagione e nell’ultima gara di campionato contro la Fiorentina ha ricevuto solo elogi dal proprio allenatore.

Juric, Ilic un colpo anche per aprire una porta per il futuro

Torino Ilic Juric
Torino Ilic Juric

Il futuro di Ivan Juric al Torino è tutto ancora da decifrare. L’estate scorsa per ragioni di mercato è stata molto travagliata. Emblematica la lite tra Vagnati e lo stesso Juric spuntata sul web, fino poi al caso interno creato da Sasa Lukic. L’allora capitano del Toro scelse di restare, ma con l’acquisto di Ilic oggi la cessione è più vicina, con destinazione Premier League sullo sfondo.

Tant’è vero che ha dovuto rimangiarsi le parole dette al termine del campionato scorso, quando strizzò l’occhio per un possibile piazzamento europeo. Per poterci riuscire, in una delle conferenze di maggio, parlò di dieci calciatori da acquistare per far sì che questo sogno potesse diventare realtà. Alla fine si è ritrovato con una squadra smantellata e da qui il dietrofront.  Bremer, Izzo, Mandragora, Pobega, Ansaldi, Pjaca, Praet, Brekalo, Zaza e Belotti, le cessioni. Mentre  Schuurs, Lazaro, Vlasic, Miranchuk, Radonjic, Bayeye, Ilkhan e Karamoh gli acquisti. Praticamente una squadra nuova e nemmeno completa, viste l’assenza di almeno un esterno, un centrocampista, un trequartista e soprattutto un attaccante. Quest’ultimo reparto abbastanza carente: Belotti non è stato rimpiazzato e le condizione fisiche di Sanabria e Pellegri non fanno stare tranquilli ma non hanno nemmeno un certo numero di goal nelle corde.

Toro, l’Europa non è così distante

Il tecnico non chiede top player già affermati, quanto meno più materiale a disposizione da valorizzare per alzare la qualità generale della rosa. Nonostante tutte le difficoltà degli ultime mesi, Juric resta sempre quel tipo di tecnico bravo a tirare il meglio dei suoi a disposizione. Infatti al giro di boa seppur di un punto ha comunque migliorato la classifica rispetto all’anno scorso.

In tal senso l’arrivo di Ilic potrebbe iniziare a colmare quel piccolo vuoto ma è chiaro che per puntare all’Europa potrebbe non bastare. Anche se dopo i punti di penalizzazione inflitti alla Juventus, in attesa di capire come si svolgeranno i futuri processi, rende le possibilità più concrete. Il posto in Conference League occupato momentaneamente dall’Udinese, dista soltanto due punti. Inoltre anche in Coppa Italia la situazione è molto intrigante. Il Torino ha eliminato il Milan e sullo stesso lato del tabellone la Cremonese ha fatto lo stesso contro la capolista Napoli. Fiorentina ai quarti ed eventualmente Roma in semifinale: non affatto semplice ma un’ulteriore sfida per il tecnico di Spalato. In questi ultimi giorni di mercato bisognerà capire se anche la società sarà pronta ad assecondare le sue ambizioni.

Davide D’Alessio

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