Qatar22 è anche il Mondiale dei portieri. Bounou, Livakovic e Martinez trascinano. Lloris risponde alle critiche

Qatar22 è anche il Mondiale dei portieri. E non a caso nelle semifinale c’è ne sono ben quattro di trascinatori. Yassine Bounou, Livakovic , El “Dibu” Martinez e Lloris. Ognuno ha trascinato la propria Nazionale a suon di parate decisive verso le semifinali.

Qatar22 è anche il Mondiale dei portieri: Yassine Bounou

Yassine Bounou è il protagonista assoluto della favola Marocco. Prima squadra africana a centrare la semifinale in un Mondiale. Traguardo storico condito da ben 4 clean sheet su 5 partite, contro Nazionali del calibro di Croazia, Belgio, Spagna e Portogallo. Inoltre a rubare l’attenzione è la compattezza del gruppo sia in fase di possesso che viceversa. Tutti in difesa e tutti in attacco quando si passa al contropiede, undici calciatori più i subentrati che hanno coperto bene il campo in tutte le occasioni resistendo anche nei momenti quando le energie fisiche e nervose sembravano mancare. Allo stesso tempo oltre ai meriti, bisogna riconoscere anche i demeriti soprattutto delle avversarie affrontate nella fase ad eliminazione diretta.

Male il tiki taka sterile ed orizzontale della Spagna, non bene nemmeno il Portogallo che ha creato poco e l’errore in uscita di Diogo Costa è risultato fatale ai lusitani. Ciò non toglie la bellezza della grande sorpresa, e forse nemmeno così tanto quando sulla panchina c’è Walid Regragui ed un gruppo composto per la maggior parte di elementi che hanno ricevuto una formazione calcistica europea importante. Non lo scopriamo di certo oggi Yassin Bounou, miglior portiere della Liga nella passata stagione con la maglia del Siviglia, autore tra l’altro anche di due assist e un goal.

Dominik Livaković, quattro rigori parati: è record

Quattro anni fa la finale tra Francia-Croazia, altrettanti anni dopo le due compagini sono nuovamente tra le quattro Nazionali al Mondo con la possibilità di replicare la stessa finale. Una fase offensiva che stenta a decollare tranne nel 4-1 contro il Canada, ma una squadra trascinata dalle prodezze di Dominik Livakovic. Una Croazia che si porta dietro una particolare statistica dal ’98 ai giorni d’oggi. Ovvero quella di non aver mai vinto una partita a eliminazione diretta nei 90′ regolamentari. L’ultima fu ottenuta in occasione del terzo posto contro l’Olanda. Poi il buio più totale tra eliminazioni premature e la non partecipazione nel 2010.

Un punto di svolta nel 2018, per arrivare in finale contro la Francia è servito l’ausilio dei rigori agli ottavi ed ai quarti di finale, i supplementari in semifinale. All’epoca tra i pali c’era Subasic, oggi Livakovic. Prima il Giappone, poi il Brasile entrambe le vittorie passano per i suoi guantoni: in totale quattro rigori parati. Eguagliato il record che apparteneva ad Eduardo e proprio al suo connazionale Subasic. Impressionante soprattutto la gara contro i verdeoro, dove a più riprese si è immolato, nel vero senso della parola, sventando almeno quattro occasioni nitide.

Qatar22 è anche il Mondiale dei portieri: El “Dibu” Martinez

L’Argentina come contro l’Australia, anche nella rocambolesca gara contro l’Olanda dopo aver messo il risultato virtualmente al sicuro sul 2-0, ha mollato la presa. Negli ottavi di finale ad evitare i tempi supplementari ci ha pensato El “Dibu” Martinez sulla conclusione ravvicinata  di Garang Kuol. Questa volta nulla ha potuto contro il gigante degli “orange” Weghorst, ma è risultato comunque prezioso il suo contributo durante la lotteria dei rigori. Respinge le prime due conclusioni, quelle più importanti, rispettivamente a Van Dijk e Berghuis, riducendo difatti all’osso le speranze di un clamoroso ribaltone degli undici metri. Talvolta anche con l’ausilio dei cosiddetti giochetti psicologici a destabilizzare gli avversari. Un comportamento sportivamente non bello da vedere, ma allo stesso tempo efficace. Come quando in occasione della Copa America, dove in un primo momento non sarebbe dovuto nemmeno esserci, diventa il protagonista assoluto in semifinale contro la Colombia ai calci di rigore.

Tre i rigori parati con tanto di “ti mangio fratello”, rivolto a Yerry Mina durante l’esecuzione del penalty. Dal posto da titolare non garantito all’Arsenal, al riscatto definitivo con la maglia dell’Aston Villa. Tanto impegno e dedizione per coronare il sogno più grande, quello di conquistare un trofeo con la seleccion. Desiderio esaudito con la conquista della Copa America, ma nel giro di una settimana ha la possibilità di realizzare quello più grande. Ovvero la vittoria di un Mondiale, che in Argentina aspettano dal 1986. L’ultimo conquistato con il più grande di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. E la possibilità quantomeno di giocarsela passa tra Argentina-Croazia, tra le parate di Livakovic e Martinez, i portieri più influenti di Qatar22.

Hugo Lloris risponde alle critiche

Dopo le prime partite del Mondiale, Hugo Lloris ha risposto alle critiche dei media inglesi definendole provocazioni. Giocando in Premier League, la critica mossa dagli addetti ai lavori è stata quello di definirlo come punto debole della Francia, osservandolo quotidianamente essendo al Tottenham dal lontano 2014. La miglior partita del Mondiale dell’estremo difensore francese, non poteva essere che proprio quella contro l’Inghilterra. Non riesce ad ipnotizzare Kane sul primo rigore, nemmeno nel secondo quando a salvare la Francia è un tiro calciato alle stelle dal numero 9 degli Spurs. Ma si rivela il migliore in campo, decisiva prima la doppia parata su Kane, poi ad inizio ripresa su Bellingham. La qualificazione della Francia passa molto da Hugo Lloris, oltre che la bravura di sfruttare le occasioni create nonostante un match in difficoltà.

Davide D’Alessio

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