Focus: l’evoluzione di Luciano Spalletti a Napoli, tra sfide e sorrisi

Spalletti

Nel grande avvio di stagione del Napoli c’è la grande mano di mister Luciano Spalletti, che con il suo percorso in azzurro iniziato la scorsa stagione ha gettato le basi per il futuro. I partenopei versione Gattuso, avevano delle grandi lacune mentali, rendendo impossibile qualsiasi passo in avanti dal punto di vista tecnico con il mister calabrese. Luciano è arrivato in punta di piedi alle rimostranze azzurre, ma sin dal primo allenamento ha dovuto dare la sua forma alla squadra.

Focus: l’evoluzione di Luciano Spalletti a Napoli, tra sfide e sorrisi

Il viaggio intrapreso dal mister di Certaldo, con la squadra azzurra in questi due anni è stata una vera e propri altalena di momenti, ma l’evoluzione è stato sempre l’obbiettivo di mister, società è squadra. La scorsa stagione il mister toscano ha lavorato con l’impostazione di Ancelotti prima, Gattuso poi. Cercando di mettere subito i suoi principi di gioco anche con una rosa di ragazzi già formati come Kalidou Koulibaly e Lorenzo Insigne che insieme a Dries Mertens hanno trainato gli azzurri in questi ultimi anni. Nonostante i giocatori fossero saturi, il mister è riuscito davvero ad essere il grande comprimario per la lotta allo scudetto. In una annata dove Inter e Milan si sono dimostrate superiori nel finale, mostrando comunque delle lacune con molteplici passi falsi che hanno tenuto in gioco il Napoli. Una stagione sicuramente da ricordare, soprattutto se pensiamo che sarà l’ultima delle “Colonne azzurre” in campo.

Focus: l’evoluzione di Luciano Spalletti a Napoli, tra sfide e sorrisi

l’evoluzione di Spalletti è iniziata questa stagione dove Spalletti con il fare importante di tutta la società hanno deciso di rivoluzionare la squadra, con le varie grandi uscite iniziando da Insigne, passando per Ospina e Koulibaly finendo con Mertens. Luciano senza i totem, ma con gli arrivi di volti nuovi doveva davvero cercare di ricreare un muro che in poche settimane era stato abbattuto, l’ennesima sfida per l’allenatore dove in questi anni di grande esperienza ad oggi aveva il compito di dare la sua vera mano alla squadra sia in campo che fuori.

la metamorfosi azzurra

Luciano già nei suoi primi mesi sotto al Vesuvio aveva fatto intravedere la sua nuova modalità di affronto verso una grande piazza, con grandi sorrisi e le sue frasi ad effetto, che lo hanno reso celebre assieme al fattore campo. Il mercato ha regalato alla squadra: Kvaratskhelia, Kim, Raspadori nomi non altisonanti, ma che hanno permesso alla a Spalletti di poter far giocare la squadra con una testa diversa, riuscendo ad applicare modo e maniera di intraprendere il calcio del proprio mister, una rosa plasmata che brilla nelle difficoltà con la grande qualità di chi ad inizio stagione non si avevano certezze di giocatori nuovi come Simeone e Ostigard e le conferme di Meret e Lobotka.

Luciano ora guarda il traguardo, ma ora bisogna affondare il colpo

Il grande cambiamento azzurro ha sortito effetti da record per la squadra partenopea, che allo stop del campionato per i mondiali in Qatar e le feste natalizie ha portato a casa il primato nel girone di Champions con annessa qualificazione agli ottavi di finale (contro il Francoforte) e la prima posizione in campionato con 41 punti totali con un distacco importante con le inseguitrici. Ora alle porte c’è il mese di gennaio che tratteggerà il percorso della squadra. Mettendo Luciano Spalletti contro il suo più chiacchierato difetto “Il calo delle sue squadre nella seconda parte di stagione”. Vedremo se il mister e suoi ragazzi sapranno superare il grande ostacolo della continuità.

Christian Marangio

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