Adani, Cucchi: “Telecronaca urlata, c’è a chi piace. Juve? Occhio ai processi mediatici”

Cucchi Adani telecronaca

Riccardo Cucchi, noto giornalista RAI, ha parlato del modo di fare telecronaca di Lele Adani e tanto altro a “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.

Mondiale, Cucchi: “La vera sorpresa è il Marocco, la nazionale più deludente è stata la Germania”

Come si vive il calcio distante dai microfoni? “Si comincia a sostenere un club sin da bambini, tutti hanno una squadra del cuore. Sono tornato dove tutto è cominciato, cioè in curva a vedere la Lazio”. Sorpresa e delusione del Mondiale? “La nazionale più deludente è stata la Germania, complice l’eliminazione anche di quattro anni fa. Viste le gare precedenti al torneo mondiale, pensavo che avesse trovato gli elementi per trovare la giusta quadra e disputare un grande Mondiale, ma è stata deludente. La vera sorpresa è il Marocco, con intelligenza tattica ed una fisicità adeguata attrezzata ha battuto la Spagna ed è approdato ai quarti di finale. È l’unica squadra che può contrastare la forza delle sudamericane”.

Pensieri sul tempo effettivo? “Non preferisco questo nuovo metodo. C’è un tentativo in atto di trasformare il calcio in perfezione, anche con l’uso spropositato della tecnologia. Il tempo effettivo non ci sarà mai nel calcio, è uno sport diverso dal basket. In futuro addirittura si sta ipotizzando di ridurre il tempo della frazioni di gioco a 30 minuti, ma sarebbe una svolta pazzesca. Inoltre non abbiamo a che fare con dei pupazzetti della Play Station, è assurdo che i calciatori giochino così tanto in così poco tempo. Il calcio è uno sport sorprendente, ma ha bisogno di spazio e di qualità, non dobbiamo trasformarlo in altro. È già uno spettacolo, ma ha dei legami ancorati alle origini sportive, non dobbiamo mutare questa disciplina”.

Adani, Cucchi: “Telecronaca urlata, c’è a chi piace. Juve? Occhio ai processi mediatici”

Giudizio su Adani? Pro e contro del suo commento? “Ogni epoca ha i suoi narratori. Anche in passato il discorso è stato avviato da Carosio negli anni 30′, in Tv Mattellini e Pizzul. Poi i Longhi e i Piccinini. Se si analizzassero i loro commenti, emergerebbero tante differenze. La domanda da porci è: il pubblico di oggi che genere di commento vuole? Si preferiscono ritmi veloci? Forse il pubblico si annoierebbe con un commento meno enfatico? È cambiato il pubblico, come anche il calcio. Sono estremamente convinto che non sia necessario urlare, spesso si può far emozionare anche in altri modi. Ricordo le adorabili pause di Pizzul, ma mi rendo conto che appartengo ad altro periodo storico”.

Giudizio sulla questione Juve? “Sono abituato ad un’epoca nella quale erano assenti i social e non c’era mai nessun processo mediatico. C’è un indagine della Procura di Torino in corso ed una richiesta di rinvio a giudizio che sarà poi valutata. Naturalmente in base al dibattimento capiremo cosa c’è di vero. Ma è fondamentale rispettare l’iter processuale. Alcuni colleghi si pronunciamo a favore o contro, ma è sbagliato perché bisogna accettare le sentenze e poi pronunciarsi. Ma il vero punto è che il nostro calcio, il quale sta vivendo sopra le sue possibilità, c’è un debito complessivo di 1 miliardo. Alcune squadre hanno speso molto di più rispetto a ciò che potevano investire. Anche i tifosi devono avere un ruolo, incavolarsi con il presidente in base agli acquisti, è culturalmente sbagliato. È il momento di promuovere lo scouting, ormai svanito. Vedi le cifre proposte a Ronaldo dall’Al-Nassr… se ogni tifoso volesse che un presidente investisse tali somme per un singolo fuoriclasse, potrebbe essere deleterio per il calcio. Altrimenti si tradisce così l’etica di uno sport fantastico”.

Napoli, Cucchi: “Credo che la squadra azzurra abbia disputato una prima parte di stagione incredibile, tornare in campo con la stessa condizione precedente non sarà semplice”

“La vittoria è l’obiettivo di un percorso, ma è necessario diventare bravi per riuscire a trionfare. Ci si può divertire senza vincere, va modificata la cultura attraverso la nostra capacità di leggere lo sport e tornando ad alcuni principi passati sui quali si reggeva il calcio. In altri contesti europei c’è già questa esigenza differente, credo che sia importante giocare, divertirsi e squadre le quali scendono in campo con una certa etica”. Alla ripresa della Serie A, quale sarà l’andamento di Napoli e Lazio? “Sono tante le insidie dopo una pausa così lunga, sarà necessario capire come le squadre scenderanno in campo e in quale condizione si troveranno i calciatori. Credo che la squadra azzurra abbia disputato una prima parte di stagione incredibile, tornare in campo con la stessa condizione precedente non sarà semplice. Magari, invece, per la Lazio la pausa può aver inciso in modo positivo, ma naturalmente questa sosta avrà influenzato tutte le squadre in modo differente”.

Pasquale Caldarelli

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