JUVENTUS GALLI – A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Beppe Galli, agente Fifa. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.
Juventus, Galli: “Se vendono De Ligt a 120 milioni fanno un affare. Dybala? Quando sta bene è fortissimo, ma…”
Tanti parametro zero in questa finestra di mercato: volontà dei calciatori o poca programmazione delle società?
“Prima venivano accusati gli agenti per le scadenze contrattuali, si diceva che eravamo noi a farlo per strappare dei bonus più alti. La verità è che, tolta qualche squadra che ha ancora disponibilità economica, si sta cercando di ridurre al minimo le spese. Oggigiorno vale di più lo Scudetto del bilancio, dunque certi ingaggi non sono più elargibili. Poi dipende sempre dal calciatore, ad esempio se Zaniolo fosse a parametro zero, avrebbe già firmato con qualcuno. De Ligt 120 milioni dal Bayern? Se ci riescono fanno un grandissimo affare. Nessun campione può determinare la vittoria o la sconfitta della squadra. Con quei soldi potrebbero prendere, ad esempio, Bremer, bruciando la concorrenza di tutti. Lui è un grande difensore, arcigno, mi piace”.
Perché Dybala è ancora senza squadra?
“Non si discute il campione, forse più la sua tenuta fisica. Quando sta bene è fortissimo, ma prima di riconoscergli un determinato ingaggio, forse, i club interessati vogliono garanzie anche fisiche”.
Giuntoli, Galli: “Mi complimento con lui”
Hai parlato di tetto ingaggi e giovani che consentono di perseguire vittorie: l’unico club che lo sta facendo, però, è il Milan…
“Il problema, per gli italiani specialmente, è che prendere uno straniero costa molto molto meno. La percentuale degli italiani è inferiore per questo. Poi, si chiede di investire sui giovani, ma al primo errore lo bocciamo, così come alla prima buona partita lo esaltiamo. Un discorso che vale anche per gli stranieri: tanti sono passati in Serie A senza lasciare traccia, poi sono esplosi altrove. Manca la cultura dell’attesa. E poi, consentitemi, si è sempre parlato di seconde squadre, ma l’unica società che l’ha fatta è stata la Juventus. Con i ragazzi campani forti che ci sono, potremmo fare una rappresentativa con soli calciatori provenienti da quella regione, così come accade nel Lazio. Ma non si fa, non c’è cultura, bisognerebbe cambiare il sistema calcio dall’alto, facendo una tavola rotonda tra allenatori, dirigenti e procuratori. Anche le polemiche devono essere costruttive, non distruttive come si fa da noi”:
Gestione Fiorentina: Vlahovic, Torreira ed altri dimostrano che Commisso ha dettato una linea dura…
“Non entro in casa degli altri, ma non si deve parlare più dei procuratori al plurale. Quando si trova un professionista scorretto, lo si allontana e non ci si lavora più. Non bisogna fare di un’erba un fascio. Con Vlahovic, invece, hanno fatto un capolavoro. Ciò che è sbagliato nel calcio è che se oggi litighi con un procuratore perché lo ritieni scorretto, non devi riavvicinarti in un secondo momento solo perché ha qualche elemento di tuo interesse. Al Bayern ci sono procuratori che non si possono più accostare alla società a causa di scorrettezze passate, e questo deve insegnarci qualcosa”
Koulibaly e Mertens…
“In primis faccio i complimenti a Giuntoli per come interpreta il suo ruolo. Ha preso tanti calciatori forti a prezzi contenuti, ed anche nel caso di questi rinnovi è stato impeccabile. L’offerta a Koulibaly è importante, anche per Mertens: se questi ragazzi si professano così innamorati della piazza, accetteranno senza battere ciglio. Staremo a vedere”.