Gli azzurri scivolano in casa con l’Atalanta e dal 1° al 3° posto in classifica
Il Napoli cede all’Atalanta e, dopo 15 giornate, per la prima volta in questa stagione perde anche il primato in classifica. La fisicità, gli inserimenti senza palla e la precisione al tiro dei bergamaschi fanno la differenza, soprattutto nell’ultima mezz’ora. Fino al 20′ del 2° tempo anche stavolta, così come era accaduto a Reggio Emilia mercoledì scorso contro il Sassuolo, azzurri avanti con qualità, nonostante le assenze. E stavolta sono ben 6: Koulibaly e Manolas in difesa, Fabian Ruiz e Anguissa a centrocampo e Insigne e Osimhen in attacco. I cosiddetti rincalzi si battono con agonismo, ma talvolta perdono le distanze. La prima rete e anche altri grattacapi l’Atalanta nel 1° tempo li crea sulla destra, dove Malcuit non copre abbastanza a supporto di Di Lorenzo e Rrahmani. Lì imperversa Zapata, grazie ai lanci che arrivano da dietro, e libera l’uomo al tiro con un mestiere che si avvale abbondantemente dell’arbitraggio all’inglese di Mariani. Sull’azione del 1° vantaggio atalantino, al 7′ pt, il colombiano sbilancia il kosovaro e prende così quel metro che gli serve per passare il pallone al ‘cecchino’ Malinovskyi. Tale furbata, però, non viene notata da nessun addetto ai lavori.
Malcuit, però, si rifà sul fronte offensivo, in quanto al 40′ affonda sulla destra e serve una gran palla a Mertens. Il colpo di tacco del belga smarca Zielinski, che al 2° tentativo di tiro nell’arco di pochi istanti fa centro. E’ il gol del pari. Nel 2° tempo un preciso lancio di Lozano, invece, al 2′ minuto manda in porta Speedy Mertens, che s’invola e sigla la rete del momentaneo vantaggio azzurro. E’ questo il momento in cui la qualità e la velocità dei partenopei mettono temporaneamente in scacco la Dea. Passano pochi minuti e gli uomini di Gasperini tornano ad aggredire con una certa foga, mentre il Napoli arretra, sbandando un po’. E così al 21′ e al 26′ gli ospiti si infilano bene negli spazi, piazzando le stoccate decisive con le incursioni sincronizzate di Demiral (rete del 2-2 al 21′) e Freuler (gol vittoria al 26′). La reazione dei partenopei c’è, però nell’ultimo quarto d’ora fondamentalmente gli azzurri mancano di lucidità e precisione. Emblematico, in tal senso, il tiro alto di Petagna a meno di 10 mt dalla porta nei minuti di recupero, a seguito di una ottima azione di Politano.
Insomma, secondo scontro diretto perso dai partenopei per 3-2 (dopo quello del Meazza contro l’Inter) e anche stavolta per incapacità nel restare ad aggredire alti dopo esser passati in vantaggio. E, probabilmente, su questo specifico aspetto al centro tecnico di Castel Volturno una riflessione andrebbe fatta.
Articolo a cura di: Antonio Treviglio
Antonino Treviglio