Napoli-Spartak Mosca, prima sconfitta allo Stadio Maradona privo del suo cuore pulsante: l’analisi sul match

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Napoli Spartak Mosca

NAPOLI SPARTAK MOSCA – Prima sconfitta stagionale per il Napoli di Luciano Spalletti, in Europa League contro lo Spartak Mosca. Il tecnico di Certaldo opta per il turnover dando spazio a Petagna al posto di Osimhen. Inoltre Elmas prende il posto di Anguissa, Meret quello di Ospina e Manolas torna titolare. L’inizio dei partenopei è sprint, dopo soli 14 secondi Elmas approfitta dell’incertezza di Maksimenko e regala il vantaggio agli azzurri. La rete segnata dal macedone fa saltare gli schemi e indirizza la partita totalmente a favore del Napoli, trascinato dal solito Insigne.

Petagna ha una doppia opportunità per mettere il risultato in sicurezza, ma in entrambe le circostanze non trova lo specchio della porta. Il Napoli difende con ordine e attacca con tutti gli uomini del pacchetto offensivo. Tutto sembra andare per il verso giusto, fin quando non arriva l’entrata scellerata di Mario Rui su Moses. L’arbitro Kružliak, con l’ausilio del Var, espelle il terzino portoghese. Spalletti inserisce Malcuit al posto di Insigne e la gara cambia inevitabilmente. Zieliński ancora una volta sottotono si divora un gol clamoroso, che può essere considerato come una sorta “di rigore in movimento”.

Osimhen accorcia le distanze ma è troppo tardi

Dall’altra parte i russi, in seguito all’espulsione, acquistano sicurezza e spingono sulle fasce, sfruttando la velocità di Moses e Promes. Nel recupero l’arbitro assegna un rigore allo Spartak, annullato successivamente dal Var. Nella ripresa Spalletti ne cambia due: Osimhen e Anguissa prendono il posto di Petagna e Zieliński. L’intento è quello di portare centimetri e fisicità in mediana e imprevedibilità in attacco. L’uomo in meno si fa sentire e sugli sviluppi di un calcio d’angolo, arriva il pareggio di Promes che deposita la sfera in fondo al sacco. Nell’ultimo quarto d’ora, per il Napoli, entra Lozano mentre Malcuit e Di Lorenzo invertono le corsie.

L’ultimo acuto del Napoli, prima del finale travolgente, è la rete di Manolas annullata per fuorigioco. Nel finale, quando i partenopei sembrano di poter portare a casa un altro pareggio europeo, arriva la beffa. La compagine allenata da Rui Vitoria ha maggiore freschezza e lucidità: Ignatov, al limite dell’area di rigore, trafigge Meret, non esente da colpe. Qualche minuto dopo, Caufriez commette un irregolarità nei confronti di Osimhen e si torna in parità numerica per doppia ammonizione. All 89′ arriva il colpo del Ko che mette in ginocchio i partenopei: Promes a porta spalancata non può fare altro che chiudere il match. La sfida tra Napoli e Spartak è una di quelle partite infinite, che sembrano non voler finire mai. Al 94′, Osimhen riaccende l’ipotesi rimonta, ma il tempo a disposizione non è abbastanza: 2-3 e game over al Maradona.

Considerazioni post-partita

L’episodio di Napoli-Spartak è paragonabile alla sfida di Champions League, tra Milan-Atletico Madrid. Una partita dominata dai padroni di casa, fino all’espulsione dei rispettivi calciatori. L’inerzia del match cambia e la partita si complica tremendamente. L’intervento scellerato di Mario Rui, complica tremendo i piani del Napoli che avrebbe potuto quasi mettere una serie ipoteca sulla qualificazione (considerando le prossime sfide).
La qualificazione, però, non è compromessa. Il Napoli in due partite ha collezionato solo 1 punto, ma ha fatto altrettanto il Leicester perdendo in casa del Varsavia. A guidare il gruppo sono proprio i polacchi, che ai blocchi di partenza erano la potenziale “cenerentola del girone”. Segue lo Spartak Mosca a 3 punti, infine Napoli e Leicester appaiati ad un solo punto. Nelle prossime due gare, gli uomini di Spalletti affronteranno il doppio confronto contro il Legia Varsavia; per valore di rosa e qualità di gioco la differenza è abissale, con il giusto impegno e determinazione i partenopei potrebbero ribaltare la situazione e chiudere al primo posto.

L’assenza del cuore pulsante dello Stadio Diego Armando Maradona

In questa serata negativa per il Napoli, a far “rumore è il silenzio” che arriva dagli spalti. A causa del regolamento d’uso previsto per lo Stadio Diego Armando Maradona, imposto dal Comune e dalla società, vedere il cuore pulsante del tifo partenopeo, ovvero la Curva A e B, risulta un’impresa sempre più ardua. Proprio in una città come Napoli, dove da sempre il pubblico caloroso considerato il dodicesimo uomo che porta punti in più a fine stagione, è l’assenza più pesante in questo inizio di stagione. La speranza dei supporters partenopei è che possa prevalere il buon senso prima che sia troppo tardi.

Verso Fiorentina-Napoli

La sconfitta contro i russi, per certi versi, può essere definita “salutare”. La trasferta di Firenze, prima della sosta, assume un valore importantissimo dove sarà possibile la reazione mentale dei partenopei. Al Franchi, a differenza della scorsa stagione, il Napoli troverà una Fiorentina migliorata sotto il punto di vista del gioco. L’arrivo di Vincenzo Italiano, sulla panchina della Fiorentina, ha dato una ventata di entusiasmo sia al gruppo squadra che ai supporters fiorentini. Prima della sosta per le nazionali, il Napoli ha una ghiotta opportunità per restare a punteggio pieno ma sarà tutt’altro che semplice.

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