Napoli-Juventus, punteggio pieno per Spalletti: corsi e ricorsi storici nella vittoria targata Koulibaly

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NAPOLI JUVENTUS – Dopo la sosta per le nazionali, ritorna la Serie A con il big-match tra Napoli-Juventus. Massimiliano Allegri, in vista dell’esordio in Champions League, preferisce non rischiare i sudamericani  e si presenta al Maradona con una Juventus rimaneggiata. Per Luciano Spalletti continuano i problemi a centrocampo e lancia dal 1′ Anguissa al fianco di Fabian Ruiz.

L’avvio di gara sorride ai partenopei che schiacciano i bianconeri a ridosso della propria area di rigore. Al 10′ l’errore madornale di Manolas, regala il gol del vantaggio ad Alvaro Morata. Il greco aveva tutto il tempo a disposizione per fare la scelta migliore, ma sceglie di correre un rischio inutile e complica il match per gli azzurri. In seguito al vantaggio i bianconeri abbassano ulteriormente il baricentro e cercano di colpire il Napoli in contropiede. L’occasione più ghiotta per raddoppiare capita sui piedi di Kulusevski, dopo lo scellerato retropassaggio di Insigne, salva Ospina con un fantastico colpo di reni.

Nella ripresa a spaccare il match è l’ingresso di Adam Ounas; l’algerino nonostante non abbia impressionato per la sua precisione nei tiri e passaggi verso i compagni, rappresenta un vero e proprio jolly nel mandare in difficoltà le difese avversarie. Dopo un’ora di gioco difficile, in seguito all’errore di Manolas, la sfida prende un’altra piega per gli uomini di Spalletti. Stavolta a commettere l’errore è Szczesny. Il polacco non riesce a trattenere il tiro a giro di Insigne, sbuca Politano e pareggia i conti.

La Juventus non esce più dalla propria area di rigore, l’unico sussulto è il destro di Mckennie che sfiora l’angolino. Nel finale è festa azzura al Maradona, sugli sviluppi di un calcio d’angolo errore incredibile di Kean, Koulibaly a due passi non sbaglia e regala i 3 punti ai suoi. Male la Juventus, infranto il record negativo della stagione 2015/2016: i bianconeri in 51 stagioni di Serie A solo in quella stagione avevano fatto così male dopo tre giornate di campionato.

Considerazioni post-partita

Il Napoli parte forte ma l’errore di Manolas complica i piani degli azzurri, favorendo la Juventus di Massimiliano Allegri a fare una partita ancor di più difensiva al netto delle assenze. Luciano Spalletti stravolge praticamente il match, sostituendo un timido Elmas con l’imprevedibilità di Ounas. David Ospina dimostra di essere un portiere di grandissimo livello, salvando in diverse circostanze la porta azzurra. Poco può sul gol segnato da Morata. Koulibaly, qualora ce ne fosse ancora bisogno, conferma la sua leadership.

Lo sliding doors tra lui e la Juventus sembra essere una scena di un film. Il cerchio si è aperto nel lontano 2017 con la rete di testa che regalò la vittoria del Napoli di Sarri allo Juventus Stadium. L’anno successivo, gli azzurri rimontarono lo svantaggio di 3-0, il tutto fu vanificato dall’autogol del senegalese nello stesso stadio. Il destino ha voluto dare una nuova opportunità a Kalidou, che a pochi passi da Szczesny fa espoldere di gioia i supporters partenopei. Molto positivo l’esordio di Anguissa al fianco di Fabian. L’ex Fulham è una spina nel fianco per gli ospiti, un tuttocampista capace di aiutare la squadra sia in fase difensiva che offensiva.

L’intesa con Fabian fa ben sperare per il futuro, nella ripresa lo spagnolo disputa una partita eccellente al fianco del nuovo acquisto. Dopo tre giornate, il discorso mentalità è un mantra per il Napoli targato Spalletti. La calma nell’incassare il colpo, continuare a fare la propria partita aspettando il momento opportuno è una dote che gli azzurri in passato non possedevano. Ciò che desta preoccupazione è la questione infortuni. A centrocampo Spalletti è arrivato alla sfida con gli uomini contati, con il solo Zieliński tra i sostituti in condizioni fisiche non ottimali.

In attesa di scoprire la questione quarantena per Ospina, Koulibaly, Anguissa e Osimhen in vista della trasferta di Leicester si aggiunge anche l’infortunio di Insigne. Il capitano azzurro, insieme ad Ounas, continua ad essere il più fantasioso del reparto offensivo. Osimhen lotta ed offre un grande contributo alla squadra, manca ancora il killer instinct sotto porta per essere letale in fase offensiva. Tre vittorie in tre partite potrebbero essere una buona iniezione di fiducia in vista delle prossime tre trasferte tra Europa League e campionato. Leicester, Udinese e Sampdoria per capire con maggiore precisione quali potranno essere le ambizioni del Napoli in una stagione che si preannuncia abbastanza equilibrata dopo le prime giornate.

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