Rivoluzione in casa Barcellona, con l’addio di Messi tutto è cambiato

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RIVOLUZIONE BARCELLONA – In casa Barcellona inizia una grande rivoluzione. Messi si trasferisce a parametro zero al Paris- Saint- Germain dopo aver trascorso ventuno anni in Spagna e il club guidato da Laporta è costretto a lasciar andar via mister sei palloni d’oro. In ogni caso, anche con la permanenza di Leo, il club aveva già iniziato a investire per riportare in alto una squadra che negli ultimi anni non è riuscita ad esprimere il massimo, soprattutto in ambito europeo. All’inizio della sessione di mercato, infatti, il club ha deciso di investire su due calciatori in scadenza: Aguero e Depay. Due giocatori che, nel City e nel Lione, hanno arricchito le pagine di storie del club. L’attaccante argentino, dopo un’avventura durata dieci anni con i citiziens, è stato convinto da Lionel Messi a trasferirsi in Spagna. Infine, però, a causa di diversi problemi finanziari, l’ex City è stato “abbandonato”. Ora l’obiettivo è quello di dimostrare di essere grandi anche senza il più grande.

Le perdite del Barcellona con l’addio di Messi

Il settore in cui il Barcellona perderà di più con l’assenza del fuoriclasse argentino è sicuramente quello del campo. Il Barcellona, dal 1° maggio 2005, ha vinto trentacinque trofei. Oltre le innumerevoli prestazioni di altissimo livello, la “Pulga” ha segnato ben 672 gol in 778 partite. Ben quattro Champions League sono hanno arricchito il palmares del club e del giocatore. Un altro aspetto da non sottovalutare è quello del marketing. La sua assenza in Spagna potrebbe costare l’11% di perdite rispetto al guadagno attuale, quindi circa 1,2 miliardi di euro. Il tutto comprende vendita di magliette, prodotti del marchio Barça, etc. Naturalmente, con la sua assenza – senza prendere in considerazione le perdite causate dalla pandemia – anche gli stadi faticheranno a riempirsi come una volta. L’argentino, infatti, negli ultimi venti anni ha permesso di attirare tifosi, giocatori, di aumentare il volume degli affari e vincere trofei. Dunque, il valore del marchio Barcellona potrà calare drasticamente.

Perché la Pulce è andata via dal Barcellona

Nell’anno 2020-2021, il Barcellona ha perso circa il doppio di quanto stimato, ovvero 487 milioni di euro. La Liga, dunque, ha deciso di introdurre un limite di spesa per ogni club, ponendo un limite del 70%. Il Barcellona, con Messi, raggiungeva circa il 115% considerando il rapporto entrate/uscite. In ogni caso, Leo Messi non sarebbe potuto restare in Catalogna – seppur giocando gratis – in quanto la percentuale sarebbe scesa al 95%. L’addio di Messi è stato un errore di programmazione della società. La pulce, infatti, aveva addirittura scelto di dimezzarsi lo stipendio spalmandolo poi in cinque anni di contratto, il massimo che avrebbe potuto fare in base alle leggi spagnole. Fattore molto importante da non sottovalutare è stata la scelta di alcuni giocatori che hanno deciso di non dimezzarsi i propri stipendi. Umtiti, Pjanic e Coutinho fanno parte di questa fetta di squadra che non ha accettato di percepire una quantità di denaro rispetto a quanto pattuito inizialmente. Dunque, Messi non avrebbe mai potuto giocare gratis per il Barcellona: l’errore è stato della società.

Come giocherà il Barça nella prossima stagione

In vista della prossima stagione, il Barcellona giocherà senza il fuoriclasse argentino dopo 21 anni. Il modulo prescelto da Koeman è il 4-3-3. Non sarà, però, l’unico assetto tattico che il coach olandese utilizzerà: infatti, con Depay, Griezmann e Aguero in squadra, il modulo potrebbe essere anche il 4-2-3-1. In porta ci sarà il solito Ter-Stegen. La difesa sarà composta da Dest, che si alternerà con Sergi Roberto, i difensori centrali saranno Piquè e Lenglet, con Eric Garcìa e Araujo che scalpiteranno per un posto da titolare. A sinistra, invece, ci sarà il solito Jordi Alba. A centrocampo ci sarà il capitano della squadra Busquets, che sarà il regista della squadra. Quest’ultimo sarà affiancato da uno dei centrocampisti più forti e promettenti d’Europa: si tratta di De Jong, che ha saputo dimostrare di meritarsi un posto da titolare in uno dei club più titolati al mondo. Il numero 16 blaugrana, Pedri, valutato 80 milioni di euro, ha mostrato spettacolo anche all’Europeo con la Spagna. Alla sola età di diciotto anni, il centrocampista rappresenta il perno del club di Laporta sia per il presente che per il futuro. Scalpiteranno per un posto da titolare anche Riqui Puig, Coutinho e Pjanic, anche se quest’ultimo sembra destinato a partire, destinazione Juventus. In attacco, invece, Ansu Fati e Dembélé dovranno esprimere il massimo dopo due lunghi infortuni, mentre Depay e Aguero dovranno confermarsi dopo stagioni ad alto livello. Griezmann, invece, dovrà provare a zittire le critiche sul campo dimostrando di essere un fuoriclasse. Insomma, senza la pulce di Rosario, tutto è cambiato, ma non è finito: giovani promettenti abbinati a calciatori dall’alto tasso di qualità tecnica e carismatico potrebbero rendere competitiva una squadra nel pieno di una rivoluzione.

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